la pena di morte

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la pena di morte: un rito barbaro, lontano da una moderna civiltà, purtroppo ancora praticato in alcuni Stati (3 pagine formato doc)

LA PENA DI MORTE LA PENA DI MORTE La pena di morte :un rito barbaro ,lontano da una moderna civiltà giuridica,purtroppo ancora praticato in alcuni Stati.
Si può ritenere la pena di morte un delitto premeditato.Ma è anche un delitto aberrante,in quanto di solito un assassino non comunica alla vittima la data e l'ora della sua morte.Lo Stato sì,ed il condannato ha modo di espiare la sua colpa non solo con la morte,ma soprattutto con l'attesa e con la partecipazione ai riti barbari che fanno dell'esecuzione un vero e proprio spettacolo con una macabra regia. Siamo nel XXI secolo e la pena capitale è ancora prevista,per reati ordinari in tempo di pace,in ben 116 Stati ,con varianti di applicazione che “spaziano”dalla fucilazione alla camera a gas;dalla sedia elettrica alla decapitazione;dall'iniezione letale all'impiccagione.Per terminare con la lapidazione:in attesa che qualche ispirato fantasista del genere predisponga ulteriori innovazioni.
Contro l'aberrazione della pena di morte si stanno battendo intellettuali ,religiosi,sociologi e uomini illuminati di tutte le nazionalità,nonché organizzazioni mondiali,come Amnesty International,un'associazione tesa a tutelare i “diritti universali dell'uomo”in ogni condizione sociale e regime politico. Il rifiuto della pena di morte è fortunatamente in crescita;ricordiamo che nel 1992 il Parlamento Europeo,in seduta plenaria,approvò una risoluzione che chiedeva l'abolizione della pena di morte in tutto il mondo.E' stato così affermato il principio della “sacralità”della vita umana,il rifiuto della legge del taglione,la superiorità di una giustizia che trova il suo fondamento nel nostro Cesare Beccaria,autore del celebre trattato Dei delitti e delle pene. Il fatto che,come dicevo prima,tanti Paesi contemplino ancora nel loro ordinamento giudiziario la pena di morte è solo il segno della strada che ancora resta da fare all'umanità per liberarsi dalla barbarie di un passato che prevedeva la tortura ,i roghi,la ghigliottina,la morte per annegamento,soffocamento,impiccagione,smembramento.Il fatto che in tanti Paesi,come annualmente denuncia Amnesty International,venga esercitata la tortura,non significa che la tortura sia legittima.La stessa cosa vale per la pena di morte.Bene ha fatto dunque il Parlamento Europeo non solo a votare questa risoluzione,ma a chiedere che la Comunità faccia adeguati passi presso l'ONU perché la pena di morte venga abolita in tutto il mondo.Innanzitutto in molti degli Stati Uniti d'America,dove la predisposizione storica per l'applicazione della legge del taglione sta facendo precipitare il Paese in una specie di “cultura della morte” che produce immagini mostruose e sanguinarie,come quella del condannato moribondo che per sette lunghissimi minuti si contorce boccheggiando nell'agonia da gas di cianuro.Sono immagini che bloccano il cammino della ragione insieme a quello della civiltà. Molte sonop le ragioni che richiedono l'abolizione d