T.A.V.

Appunto inviato da nessunarazza
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Tema sull'alta velocità (2 pagine formato doc)

Il progetto del TAV nasce nei primi anni ’90 del secolo scorso quando, durante la Conferenza Pan-Europea, viene decisa la costruzione di dieci Corridoi paneuropei ritenuti vie di comunicazione strategiche per l’Europa e per le quali l’Unione Europea e i relativi Stati interessati dall’attraversamento di tali direttrici dovranno stanziare ingenti risorse economiche. 
La tratta Torino-Lione fa parte del cosiddetto Corridoio 5 che dovrebbe attraversare l’Europa da ovest a est, da Lisbona a Kiev. 
Complice anche la crisi economica, negli ultimi anni ci sono state però diverse modifiche riduttive a questi corridoi e, ad esempio nel marzo 2012, per il Corridoio 5 si è già arrivati ad escludere sia il Portogallo sia l’Ucraina e si parla ora di “Corridoio mediterraneo”, che collegherà Algeciras (Sud della Spagna) e Miskolc (Ungheria).


 Il Corridoio mediterraneo ferroviario è un progetto in larga misura ancora sulla carta, tuttavia alcuni importanti interventi infrastrutturali sono già stati realizzati, altri sono in fase di progettazione avanzata, altri di studio.
Le motivazioni che hanno spinto i Governi all’ideazione di questo progetto sono molteplici: favorire il commercio tra i paesi dell’Unione Europea agevolandolo con il trasporto ad alta velocità, infatti a corridoio ultimato i tempi di percorrenza sarebbero dimezzati, orientare il trasporto su rotaia, sfavorendo il trasporto su gomma e limitando così facendo l’inquinamento derivato da esso.
La parte italiana sarebbe sovvenzionata da un’ingente somma di denaro (3 miliardi di euro) da parte dell’Unione Europea e inoltre creerebbe 4000 mila posti di lavoro per la costruzione della linea e 500 a tratta completata.


La tratta di alta velocità Torino-Lione, in Valsusa è stato sin dagli inizi duramente contestata, inizialmente a livello locale tramite l’organizzazione di assemblee pubbliche.
La protesta contro il TAV Torino-Lione è cresciuta negli anni organizzandosi  tramite l’istituzione di comitati NO TAV e acquisendo consensi anche grazie all’appoggio di diverse associazioni come Legambiente, Pro-Natura, Habitat e grazie a numerosi studi effettuati da esperti di trasporti e da illustri professori del Politecnico di Torino. 


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