Lisabetta da Messina

Appunto inviato da desiderioliliana
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Commento e riferimenti ad altri testi della quinta novella del Decameron di Giovanni Boccaccio: Lisabetta (1 pagine formato doc)

Narrata da Filomena, la novella di Ellisabetta è la quinta della giornata e trae spunto da una canzone popolare.
Essa è ispirata al tema degli amori infelici. Infatti l’amato di Ellisabetta è ucciso in segreto dai fratelli di lei e sepolto in campagna. Ellisabetta viene a conoscenza dell’accaduto attraverso un sogno rivelatore: si reca perciò, il mattino seguente, in cerca del cadavere e, trovatolo, ne recupera la testa per portarla con sé. Nasconde poi la testa in un vaso di basilico, sul quale piange di continuo. Quando i fratelli le sottraggono anche il vaso, Ellisabetta muore di dolore.
La novella si ispira a una canzone popolare da dove deriva un racconto che combina elementi realistici ed elementi di carattere mitico-simbolico. Sono realistiche le coordinate spazio-temporali, determinati da precise notazioni sui luoghi e sulla condizioni.


La vicenda è ambientata in luoghi esterni ed interni, tutti reali e descritto in modo generico dal narratore. Hanno un valore simbolico, invece, il gesto del seppellimento della testa e la cura del basilico, attraverso i quali Ellisabetta cerca di sconfiggere la dimensione della morte. Il rito del pianto che alimenta la crescita del basilico, ci riconduce all’antico mito della fertilità di Iside e Osiride.
La novella intende dimostrare la forza naturale e inarrestabile dell’amore, che non guarda alle convenienze sociali, ma lega uomini senza distinzioni di ceto. I protagonisti della vicenda formano due gruppi contrapposti per caratteristiche sociali ed umane. I tre fratelli possiedono l’autorità che deriva dalla loro posizione economica, sono i datori di lavoro di Lorenzo ma gestiscono, in quanto maschi, anche la vita della sorella. Inoltre, ragionano secondo la pura logica della convenienza, ignorando le ragioni dell’amore ed esercitando così brutalmente il loro potere su Ellisabetta e Lorenzo.


Alla fine ottengono solo danno: la famiglia è costretta a trasferirsi a Napoli. Questa novella si collega a quella di Tancredi e Ghismunda: in entrambe una donna infrange le regole sociali innamorandosi di un uomo di condizione sociale inferiore.