Pena di morte

Appunto inviato da sfugliatell
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Considerazioni sulla pena capitale a partire dall'opera "Della pena di morte" di Cesare Beccaria (3 pagine formato doc)

Penso che il marcato spirito illuminista del milanese che non fa trasparire il suo punto di vista opinabile ma che mantiene un certo rigore logico e oggettivo renda il testo, per semplicità di linguaggio e varietà di esempi, il primo e tra i migliori testi che tratta il problema della pena di morte dal punto di vista giuridico e che costituisce la prova inconfutabile dell'inutilità della pena capitale(aldilà della soggettiva opinione che ne stabilisca la giustizia o meno).
Beccaria ci dice chiaramente come la pena di morte non possa essere un diritto in quanto dovrebbe derivare dalle leggi che rappresentano la volontà generale; ma nessun uomo, spiega Beccaria, vuole lasciare ad altri l'arbitrio di ucciderlo. Dunque la pena di morte non risulta un diritto ma "una guerra della nazione con un cittadino".


Ad avvalorare tale tesi vi è la legge contraddittoria che impedisce il suicidio.
Infatti secondo Beccaria un uomo che da ad altri o alla società intera il diritto di ucciderlo, dovrebbe, per coerenza, essere padrone di uccidersi. Gli unici due casi in cui la pena di morte risulta necessaria, sono per l'autore, quando una nazione recupera o perde la sua libertà o nei periodi di anarchia, quando cioè le leggi vengono meno poiché sostituite dai disordini; quando la morte di un cittadino costituisce l'unico freno per distogliere gli altri dal commettere delitti. Ma per confutare tale tesi basti pensare che assistere ad un pena di morte suscita attrazione, spettacolo insieme a compassione e ribrezzo, e non terrore, quel terrore che dovrebbe tenere lungi i cittadini dal commettere delitti.

Infatti, spiega Beccaria, ciò che distoglie un uomo dal commettere reati non è "l'intensione della pena, ma l'estensione"; Beccaria è convinto che "piuttosto che il terribile ma passeggero spettacolo della morte" ciò che spaventa di più sia la minaccia di togliere la libertà("il lungo e stentato esempio di un uomo privo di libertà, divenuto bestia di servigio per ricompensare con i suoi servigi la società che ha offeso"); è questo "il freno più forte contro i delitti", "ciò che basta per rimuovere qualunque animo determinato".