Pessimismo leopardiano: tema svolto

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Tema svolto sul pessimismo di Giacomo Leopardi e sulle principali opere in cui si manifesta (1 pagine formato doc)

PESSIMISMO LEOPARDIANO: TEMA SVOLTO

Tema.

Il pessimismo di Giacomo Leopardi
Nel 1819, Leopardi fu colto da una grave malattia agli occhi che lo costrinse in una solitudine ancora più marcata. Di questo periodo allucinante è la nascita della sua filosofia, che il poeta considera una specie di strategia di sopravvivenza.    
Le tappe importanti dell’esistenza di Leopardi furono quelle interiori: in lui avvennero mutamenti radicali, in ambito letterario, che lo videro passare da una cultura erudita alla poesia. Abbracciò un’ideologia liberale e democratica ripudiando con fermezza la rigida educazione religiosa avuta a fanciullo e aderendo allee idee materialistiche dell’illuminismo.
Di fronte ad una visione meccanicistica, è chiaro che l’uomo viene visto in completa balia di forze incontrollabili, in una situazione di quasi totale sottomissione ad un qualcosa che inesorabilmente porta alla sofferenza, che viene alleviata soltanto dalla morte o dal sonno.

Tema svolto sul pessimismo leopardiano

TEMA SVOLTO SUL PESSIMISMO LEOPARDIANO

Tale profonda sensazione di impotenza e di debolezza nei confronti dell’indifferente natura comportò un radicato pessimismo, che non deve essere estremizzato.    
Esso è sì un elemento costante della sua poetica e del suo pensiero, ma non ne è il perno principale, al contrario in molti casi è latente o momentaneamente superato. Gli studiosi hanno voluto riconoscere nelle sue opere tre tipi di pessimismo: quello personale e soggettivo, che prende forma nell’età adolescenziale del poeta, periodo in cui egli non si sentiva partecipe della gioia di vivere, differenziandolo dai suoi coetanei; il pessimismo storico o progressivo, che segna il passaggio dallo stato di natura rousseauiano di innocente primitività, a quello razionale spegnendo le illusioni e portando alla scoperta progressiva del pessimismo alimentato dall’angoscia della consapevolezza; il pessimismo cosmico, la cui causa è la natura stessa, matrigna, dispensatrice a casa di mali, mossa da leggi meccaniche imperscrutabili che  coinvolgono tutti gli esseri viventi. Ed è proprio in questa occasione che il Leopardi riabilita il concetto di ragione, poiché è l’unica salvezza per l’uomo, per lenire il dolore delle sue sventure.

Il pessimismo leopardiano: tema

CONCLUSIONE TEMA SU LEOPARDI

Il pessimismo leopardiano non raggiunse mai forme patetiche approdando nell’alleanza fra tutti gli uomini accumunati dallo stesso destino. Per quanto riguarda la forma, Leopardi conserva l’insegnamento più importante di armonia e di equilibrio del classicismo, ma è un poeta romantico nello stile, poiché si spoglia degli schemi della tradizione per rivestire una personale poetica originale che va dal 1816 al 1836, con una pausa di tre anni, in cui scrisse le Operette morali, adducendo come motivazione per questa lunga pausa poetica, la convinzione di essere stato abbandonato dalla musa ispiratrice.  

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