Tema su Pier Paolo Pasolini e il Neorealismo

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Tema svolto su Pasolini e la crisi del Neorealismo (2 pagine formato doc)

TEMA SU PIER PAOLO PASOLINI E IL NEOREALISMO

Tema: Pier Paolo Pasolini e la crisi del Neorealismo.

Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922 – Roma 1975) si caratterizza per il suo anticonformismo linguistico e ideologico. Egli esordì come poeta, versi poi raccolti ne “La meglio gioventù”.
Successivamente venne l’opera in versi “Le ceneri di Gramsci”, prima testimonianza della sua peculiarità linguistica.    
Tra le opere in versi degne di nota sono “La religione del mio tempo”, “Trasumanar e organizzar” e, ancora  “Scritti corsari” e “Lettere luterane”, in cui affronta con tono critico e polemico i più disparati temi e problemi della società a lui contemporanea. Un brillante Pasolini lo ritroviamo anche nei romani: “Ragazzi di vita” e “Una vita violenta”, che segnano il culmine della sua attività narrativa.     
I due romanzi descrivono, in un linguaggio reinventato tra gergo e dialetto romanesco, la vita delle borgate e l’emarginazione del sottoproletariato romano.

Tema su Pier Paolo Pasolini

TEMA SVOLTO SU PASOLINI

Postumo, nel novembre del 1992, è uscito “Petrolio”, una sorta di “spezzone” di romanzo fiume, incompiuto e frammentario, di circa cinquecento pagine. D’obbligo un cenno alla gloriosa attività cinematografica di Pasolini, che diresse diversi film tra i migliori del cosiddetto “filone d’autore”.
Il suo esordio come regista avviene nel 1961 con “Accattone”, ambientato nel mondo del sottoproletariato romano, al quale seguono “Mamma Roma” e “La ricotta”, della medesima ambientazione.    
Successivamente girò molti altri film, tra i quali “Il Vangelo secondo Matteo”, “Il Decameron”, “Salò e le 120 giornate di Sodoma”. Nel cinema, come in letteratura, le tematiche affrontate da Pasolini restano legate all’impegno civile e alle maggiori problematiche ideologiche, politiche e psicologiche del proprio tempo.   

Pier Paolo Pasolini: tesina

PASOLINI TEMA SVOLTO

A metà degli anni ’50, quando la prospettiva di poter combattere le ingiustizie e modificare gli eventi attraverso l’impegno letterario viene avvilita dalla nuova realtà dei fatti, che schiaccia e fagocita tutto in nome del profitto e della logica industriale in ripresa, il Neorealismo si arrende al declino e i narratori prendono le strade più diverse, avviandosi verso nuovi dissidi interiori rispetto a ciò che accade intorno a loro.    
Si parla di involuzione a causa del neocapitalismo, ma in realtà questa condanna filo marxista non sembra soddisfacente, poiché se da un lato la forte industrializzazione ha apportato tante conseguenze negative, dall’altro non si può nascondere che abbia migliorato le condizioni di vita di tutti i ceti sociali.   
I critici storicisti, inoltre, ascrivono la causa della crisi a motivazioni interne alla letteratura ed ai suoi cultori: il declino naturale di alcune tematiche troppe volte ripetute e spontaneamente esauritesi, e nuove esigenze che di logica conseguenza ne scaturiscono.

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