Canto VI Inferno e Purgatorio a confronto: tema

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Tema sulle differenze e analogie tra i canti politici della Divina commedia. Canto VI Inferno e canto VI Purgatorio a confronto (2 pagine formato doc)

CANTO VI INFERNO E PURGATORIO A CONFRONTO: TEMA

Parallelo tra il sesto canto dell’inferno e del purgatorio. Il canto sesto di ciascuna delle cantiche dantesche è riservato al tema politico e si avvale di personaggi emblematici.

Nel caso dell’inferno Dante e Virgilio si imbattono nel “goloso” Ciacco, personaggio non identificato dai vari commentatori e studiosi, mentre nel purgatorio, precisamente nell’antipurgatorio, incontrano Sordello da Goito, che si rivelerà concittadino di Virgilio, nel paradiso l’imperatore Giustiniano. Ciacco, come si evince dai versi, era fiorentino e probabilmente frequentava le case dei nobili dove, da buon parassita, era dedito al mangiare e al bere e per questo è stato da Dante collocato nel girone dei golosi, che sono condannati secondo la legge del contrappasso: poiché simili a bestie in quanto in vita non hanno saputo dominare il primordiale vizio della gola, sono accovacciati per terra come animali, confitti nel fango e flagellati da una pioggia mista a tempesta.

Inferno: gironi e struttura | Canto 1: analisi, parafrasi, figure retoriche | Canto 2: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 3: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 5: parafrasi, commento e figure retoriche del canto di Paolo e Francesca | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoricheCanto 10: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 13: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 22: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 26: testo, parafrasi e figure retoriche del Canto di Ulisse | Canto 33: testo, parafrasi e figure retoriche |


Purgatorio: Canto 1: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 3: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 4: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 5: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 11: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 21: testo, parafrasi e figure retoriche

CONFRONTO CANTI POLITICI DIVINA COMMEDIA

Soltanto Ciacco riesce per un breve momento a sollevarsi dal fango e a rivolgersi a Dante che in principio non lo riconosce, ma poi, conosciuta la sua storia, prova molto dolore per il suo concittadino, ma freme dal desiderio di conoscere la sorte di Firenze, la “città patita” e logorata dai contrasti tra guelfi bianchi e guelfi neri.

Alle anime, anche a quelle dei dannati, infatti ,Dante attribuisce il potere di profetizzare il futuro, pertanto Ciacco, rispondendo ai quesiti di Dante, dipinge un fosco ritratto della città che vede una iniziale supremazia dei guelfi bianchi il cui potere si esaurirà in tre anni e successivamente il successo dei guelfi neri sostenuti dal papa Bonifacio VIII , ancora neutrale nel 1300. La ragione di tutto ciò è data dalle tre “faville” cioè l’invidia , la superbia e l’avarizia che accecano gli uomini e li incitano alla lotta.

I canti politici della Divina commedia: riassunto

TEMA SUI CANTI POLITICI DELLA DIVINA COMMEDIA

La figura di Ciacco serve dunque a Dante per far luce sugli avvenimenti fiorentini e condannare ancora una volta la discordia e l’intromissione del papa nel potere temporale . Nella seconda cantica, invece, la vicenda si svolge sulle rive dell’antipurgatorio dove inizialmente Dante era stai circondato da anime di uomini morti violentemente i quali, meravigliandosi delle sue umane fattezze, imploravano preghiere di suffragio per ridurre il tempo di espiazione. Promettendo di adempiere alle loro richieste, Dante si allontana dal gruppo di anime e segue Virgilio che gli indica un’anima che si trova in disparte “sola soletta” , dall’aspetto austero e dignitoso, dicendogli che sarà quella a mostrar loro il cammino più breve per la salita del monte.