"Il cervo alla fonte" - Fedro

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Un'accurata e completa analisi testuale della favola di Fedro "Il cervo alla fonte" (1 pagine formato doc)

Analisi testuale della favole “Il cervo alla fonte”- Fedro.
Testo tratto dalle favole, Il cervo alla fonte è uno dei tanti racconti ordinati in cinque libri, scritti da Fedro.
Egli si pone nella linea della tradizione nata con Esopo, da cui riprende la morale pessimistica, spinto anche da esperienze personali.
Egli nacque probabilmente in Macedonia e fu condotto a Roma come schiavo per poi essere liberato dall’imperatore Augusto, grazie alla sua cultura.
Si dedicò all’insegnamento da dove poi nacque la sua produzione poetica: le sue favole infatti erano usate sia in Grecia che a Roma, nelle scuole.


Egli visse, nonostante la sua carriera, in un clima autoritario in cui egli soffriva. Visse in corte in una situazione di subalternità.
Il prefetto Seiano, collaboratore di Tiberio, sentendosi offeso da alcune illusioni delle sue opere, lo condannò a morte nel 50 d.C.
La sua condizione di vita è sempre riscontrabile nelle sue opere, anche nella favole Il cervo alla fonte.
Questa favola, a differenza di altri che pongono la morale negli ultimi righi della favola, Fedro la pone all’inizio del racconto perché considerata importantissima.   


L’impostazione della favola è prevalentemente tragica, nella prima sequenza riscontriamo un flashback che ha la funzione di descrivere ciò che il cervo compie sulle rive del lago: si specchia nelle acque, valuta il suo aspetto sotto il profilo estetico, guardando con ammirazione le sue lunghe e ramificate corna e manifestando disprezzo per le gambe lunghe e sottili.Il passaggio alla seconda sequenza è segnalato dalla congiunzione avversativa ma, decisiva.