La città appare a Renzo come un mondo capovolto ove non avviene mai ciò che si aspetta, e ogni gesto assume un valore opposto a quello per cui è stato compiuto.

Appunto inviato da jass994
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Tema su Promessi Sposi (1 pagine formato doc)

Renzo Tramaglino, dopo essersi separato da Lucia si reca a Milano per cercare protezione in un convento di frati cappuccini.
Appena entrato in città, la situazione non era delle migliori: la folla aveva organizzato un tumulto per far fronte alla sempre più dura carestia che aveva colpito la città proprio in quell’anno, il 1628. Manzoni ne approfitta per dare un dettagliato resoconto storico sulle cause della carestia di quel tempo e nello stesso tempo mostra al lettore la sua ideologia politica; favorendo l’economia liberalista, Manzoni si contrappone all’economia protezionista, secondo la quale i prezzi devono essere stabiliti dallo stato.
Renzo poiché non aveva trovato il padre cappuccino Bonaventura decide, spinto dalla curiosità, di fare un giro nella città.
Tuttavia, nonostante la città, sconvolta dai disordini provocati dalla folla, sia in una dura carestia, grazie alla sua ingenuità Renzo vede una città in cui ogni gesto compiuto assume un valore totalmente opposto a quello per cui è stato compiuto. Incuriosito dal pane trovato sulle strade Renzo si convince che Milano sia una città talmente ricca che i cittadini vivono nell’abbondanza e si permettono di sprecare il pane, considerato una grazia di Dio.
La curiosità e l’ingenuità di Renzo, che interpreta tutto con il valore opposto, lo spingono nel bel mezzo del tumulto di San Martino, in cui la folla, inasprita dalla mancanza di pane, assale il forno delle grucce e successivamente, istigata dall’istinto e da pochi furbi e malintenzionati, si dirige verso la casa del povero vicario. Anche in quell’occasione Renzo non si fa sfuggire l’occasione di dar spettacolo e criticare le gride dell’epoca con un discorso rivoluzionario nel quale traspare una visione alquanto ingenua della giustizia.