Clonazione ed etica: riflessioni

Appunto inviato da carlito88mn
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Testo argomentativo sul rapporto tra clonazione umana e etica della ricerca (1 pagine formato doc)

CLONAZIONE ED ETICA

Dare una risposta al problema etico sulla clonazione non è cosa semplice.

Quello che si è fatto bene o male fino al giorno d’oggi è dare la propria opinione e cercare di convincere, chi da una parte e chi dall’altra,  della correttezza o meno di questa pratica. Ma nel dettaglio in cosa consiste la clonazione? O comunque quanti e quali tipi di clonazione esistono? Ecco, a parer mio lo spiegare nel dettaglio la pratica scientifica può essere molto utile per farsi una propria idea. Partiamo quindi definendo scientificamente lo svolgimento: Per clonazione si intende il processo attraverso il quale è possibile ottenere un clone, cioè un organismo identico nel suo corredo genico all’organismo di partenza.
Ci sono due metodologie per ottenere una clonazione, una è costituita dalla divisione di cellule totipotenti , l'altra per sostituzione del nucleo di una cellula uovo con un nucleo di una cellula adulta che sotto stimolazione può incominciare a duplicarsi e sviluppandosi, dando luogo ad un organismo identico a quello della cellula donatrice. In parole povere o si prende un embrione e lo si scinde ottenendo come risultato due cellule uguali e identiche alla cellula originaria oppure si estrae il corredo genetico dalla cellula originaria e lo si immette in una cellula uovo.

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RIFLESSIONI SULLA CLONAZIONE

Perfetto. Come risultato abbiamo comunque, in entrambi i casi, un clone, un embrione artificiale. E su questo si inizia a discutere, su quali diritti o quali svantaggi rispetto alla cellula originale debba avere, ecc. . Il problema è questo, l’applicazione. La scienza è fatta di ricerca e di applicazione. Si premiano le scoperte, si vietano le applicazioni. Dico io: se la ricerca ha portato alla scoperta di due tecniche per ottenere un clone, ci sarà pure una applicazione di queste scoperte che non trova l’opposizione di nessuno, insomma a livello pratico questa scoperta dovrà pur servire a qualcosa. Ma torniamo al nostro embrione, siamo ancora in laboratorio, in provetta, si sviluppa, da vita ad una aggregazione di qualche decina di cellule, e poi? I casi sono due: il primo consiste nel trasferirlo in utero giungendo alla nascita di un nuovo individuo, e in questo caso si parla di clonazione riproduttiva. Il secondo prevede la disgregazione dell’ammasso per ottenere cellule staminali, si parla quindi di clonazione terapeutica.

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TESTO ARGOMENTATIVO SULLA CLONAZIONE

A questo punto il risultato cambia. Ed è qui che si può distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ciò che fa la differenza e che mi fa prendere posizione è il discorso del trasferimento in utero. Cioè: io non considero uomo (seppur potenziale) un embrione in provetta, e il fatto che la vita gli possa derivare unicamente dall’essere impiantato in utero fa si che io mi opponga alla primo metodo ma sostenga il secondo. Un embrione che rimane in provetta, per quanto si possa sviluppare, non darà mai vita ad un uomo. Allora mi chiedo: perchè condannare il poter ricavare qualcosa di buono da un qualcosa che invece se lasciato a se stesso non avrebbe alcun significato? Dallo scindere questo embrione artificiale, e dal ricavare quindi queste cellule staminali, si sono raggiunte importantissime scoperte scientifiche. Si è capaci di intervenire nella terapia di malattie degenerative, portandone alla guarigione.