Commento della poesia "Autunno" di Vincenzo Cardarelli

Appunto inviato da shanille90
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Descrizione e commento della poesia sia dal punto di vista della metrica e dello stile usato dal poeta, che del suo significato (2 pagine formato doc)

"Autunno Già lo sentimmo venire nel vento d'agosto, Nelle piogge di settembre Torrenziali e piangenti E un brivido percorse la terra Che ora, nuda e triste, Accoglie un sole smarrito.
Ora passa e declina In questo autunno che incede Con lentezza indicibile Il miglior tempo della nostra vita Lungamente ci dice addio… "

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Leggendo questa bellissima poesia di Vincenzo Cardarelli mi ha colpito particolarmente come il poeta sia riuscito a trasmettermi le sue emozioni, la sua malinconia e la sua piena consapevolezza del tempo che scorre veloce ed inesorabile. Egli traduce in note musicali le sensazioni suscitate nel suo animo dal trapasso dall'estate all'autunno.
Non sono presenti rime, si tratta di una lirica breve composta da versi liberi, sottolineata dall'uso accorto delle pause segnate dall'interpunzione ma anche dal respiro proprio alla lettura (ultime due righe), ai quali si contrappone una poesia più elaborata, maggiormente “orchestrata”, e ricca di paragoni e riferimenti alla vita del poeta.

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 È chiaro che Cardarelli, con questa poesia, abbia voluto esprimere i cambiamenti della natura con l'allontanarsi dell'estate, ma soprattutto ci presenta, non senza una certa tristezza, i cambiamenti del suo corpo e della sua anima. L'autunno è una stagione che simboleggia il periodo della maturità che precede la vecchiaia. Cardarelli attraverso le belle immagini della poesia trasmette, oltre questo significato, quelli dello scorrere del tempo, del distacco da un tempo più lieto e del presentimento della morte. Non si può certo dire che a serenità sia presente nei pensieri del poeta, anzi, si avverte anche una certa ansia nei primi versi della poesia, egli probabilmente già da tempo rimugina su questi pensieri, e ora che l'Autunno della sua vita è giunto, si trova ad affrontarlo solo e desolato, come la nuda terra. Penso che sia proprio la solitudine sia il tema ossessivo di tutta la poesia.

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 Tra i versi, non esiste nemmeno un ombra di speranza o consolazione, il poeta già da tempo teme l'avvicinarsi dell'inverno, nel travagliato periodo estivo ha osservato i primi cambiamenti del tempo ma probabilmente li ha ignorati. Non penso nemmeno che abbia vissuto da cicala la propria vita, non ci sono segni di ricordi ai bei tempi passati, o ad una lieta gioventù, anzi, la sensazione che provo leggendo le ultime righe è quasi di rimorso da parte del poeta. Egli sente di non aver vissuto a pieno la sua gioventù, forse come Leopardi non ne ha potuto godere, e ora sente di non poter far nulla per poter riscattare il tempo perso, così prende il sopravvento la sua rassegnazione, attenderà l'arrivo della morte. Entrambi i poeti parlano della gioventù, del miglior tempo della propria vita che passa e scorre via, ma nessuno dei due in realtà può dire di averlo vissuto. Nemmeno i ricordi accompagneranno i due poeti verso la fine dei loro giorni, i travagli e i rimorsi saranno gli unici compagni del lungo e fre