Confronto fra Ariosto, Dante e Petrarca

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Saggio breve con considerazioni sulle opere dei tre "mostri sacri" della letteratura italiana delle origini (2 pagine formato doc)

Desiderare è vano?

L'episodio del palazzo di Atlante mette in luce le vanità dei desideri e delle passioni umane.
In un saggio breve prova a confrontare il modo in cui Ariosto affronta questo tema con:


  • Il modo in cui lo rappresenta Dante nella Commedia. Analizza un passo dell'inferno in cui il poeta mostra quanto sono inconsistenti le mete dell'agire umano. La prospettiva dei due autori ti sembra la stessa?
  • Lo stesso tema compare nel Canzoniere. Anche Petrarca riconosce che l'uomo, schiavo delle passioni, rincorre inutili illusioni. Ti sembra che Laura e Angelica abbiano qualcosa in comune? Per quali aspetti invece si differenziano?



Ariosto non ha nascosto la sua idea sui desideri umani nell'episodio del palazzo di Atlante.
Infatti, mostra perfettamente le sue convinzioni secondo le quali le passioni e le mete umane siano spesso vane e inconsistenti. Egli non si è trattenuto nel ridicolizzare i cavalieri che cercavano la loro amata, li ha resi folli e sciocchi. Lo stesso tema lo presenta anche Dante nella Divina Commedia. Per esempio, nel sesto canto, in altre parole quello ambientato nel cerchio dei golosi, egli mostra come il desiderio degli uomini di voler mangiare e di andare alla ricerca delle migliori prelibatezze li abbia portati a giacere, come pena, nel fango, sotto una pioggia scrosciante e maleodorante. Una situazione analoga la si trova nel canto successivo, in altre parole nel cerchio degli avari e dei prodighi. Essi, infatti, hanno desiderato sempre solo per loro stessi in vita, e non hanno condiviso nulla con il prossimo, quindi sono condannati a spostare massi lungo il cerchio; il movimento continuo e inutile del rotolare dei massi rappresenta l'inutilità della loro avarizia.