Poesie di Leopardi a confronto

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Elaborato sui tre componimenti di Giacomo Leopardi, A Silvia, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia e Dialogo della natura e di un islandese: affinità e differenze, la natura negativa e crudele, la vita e il senso del vivere e citazioni (2 pagine formato doc)

POESIE DI LEOPARDI A CONFRONTO

Confronto testi.

Il tema principale trattato dai tre testi da mettere a confronto, ovvero i canti “A Silvia” e “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” e il dialogo “Dialogo della Natura e di un Islandese”, è quello della Natura e della vita dell’uomo in relazione ad essa.
In tutti e tre i testi la Natura viene vista come qualcosa di negativo e crudele: in “A SilviaLeopardi dice che la Natura lascia speranze agli uomini, per poi disintegrare tutto ciò che essi si erano prospettati: “O natura, o natura, Perché non rendi poi Quel che prometti allor? perché di tanto Inganni i figli tuoi?” questi quattro versi sono il succo di questo concetto: ponendogli una domanda, Leopardi accusa esplicitamente la Natura d’esser crudele, falsa e traditrice.

Poesie di Leopardi: analisi


CANTO NOTTURNO DI UN PASTORE ERRANTE DELL'ASIA

Nel “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” essa non viene direttamente accusata, ma il pastore protagonista del canto si confronta con la Luna, alla quale pone un sacco di domande, che però non troveranno risposta.

“Se tu parlar sapessi, io chiederei: Dimmi: perché giacendo A bell’agio, ozioso, S’appaga ogni animale; Me, s’io giaccio in riposo, il tedio assale?” tramite questa domanda posta alla Luna dal pastore, si può comunque cogliere lo stesso pensiero della Natura che Leopardi ha espresso in “A Silvia”: si domanda perché la Natura lascia che gli animali risposino in pace all’ombra, mentre l’uomo, nello stesso scenario, vien invece assalito dalla noia; è segno di cattiveria contro il genere umano, anche se Leopardi fa dichiarar al pastore ch’ei non ha nulla di cui lamentarsi o piangere, per ora: quella che pone alla Luna non è una lamentela, ma una semplice domanda.

Poesie di Leoaprdi a confronto: La sera del dì di festa e A Silvia


DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE

Nel “Dialogo della Natura e di un Islandese”, Leopardi pone a diretto confronto la Natura e l’uomo.
La Natura è vista come una forza spietata, impersonale, che si governa tramite il principio di auto conservazione; indifferente al destino, la Natura non ha come obiettivo ne la felicità ne l’infelicità dell’uomo: quando opera contro di esso, nemmeno se ne accorge. E se pur dovesse giungere a distrugger l’intero genere umano, ella nemmeno se ne accorgerebbe. Questo concetto è ben espresso nella parte di dialogo che dice: “Ora sappi che nelle fatture, negli ordini e nelle operazioni mie, trattone pochissime, sempre ebbi ed ho l’intenzione a tutt’altro, che alla felicità degli uomini o all’infelicità. …
….E finalmente, se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei”.
L’uomo è invece visto come una vittima: seppur la sua crudeltà vien denunciata, essa viene ricondotta alla Natura, come è causa di quest’ultima anche l’infelicità che l’uomo prova.

Poesie di Leopardi: riassunto


A SILVIA

La Natura viene quindi vista come la fonte principale e sovrana d’ogni problema e/o preoccupazione dell’uomo.
L’uomo tende al piacere: causa della Natura.
Io voglio prendere non piccola ammirazione considerando come tu ci abbi infuso tanta e si ferma e insaziabile avidità di piacere.” Il piacere è cosa nociva, se portato agli eccessi, ma l’uomo nulla può fare contro questa sua tendenza a ricercarlo in ogni dove: è la Natura che con esso li tenta.
Malattie che possono anche esser portatrici di morte; luoghi ove la neve ed il freddo regnano incontrastati; il sole e l’aria che possono divenire pericolosi nemici dell’uomo; tutto a causa della Natura.