Crisi energetica: tema

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Svolgimento di un tema che affronta il problema della crisi energetica nel mondo (2 pagine formato doc)

CRISI ENERGETICA: TEMA

Tema sulla crisi energetica.

L’Italia non possiede grandi risorse energetiche; i giacimenti di petrolio e di carbon fossile sono limitati e gli approvvigionamenti sono garantiti da forti flussi di importazione. Anche le altre materie prime per la produzione industriale sono per la maggior parte importate. È vero che il nostro grande vanto è rappresentato dall’esportazione di tecnologie, tuttavia queste non possono essere realizzate senza indipendenza energetica.

Crisi petrolifera e terza rivoluzione industriale: tesina

CRISI ENERGETICA 1973

La sottomissione energetica venne alla luce in tutta la sua drammaticità nel 1973, all’indomani della guerra arabo-israeliana meglio conosciuta come guerra del Kippur. In quell’occasione i Paesi arabi produttori di petrolio decisero per ritorsione l’embargo, cioè chiusero i rubinetti delle esportazioni di petrolio ai Paesi europei ed al Giappone.

I risultati furono devastanti: l’economia globale fu paralizzata, l’inflazione cominciò a salire pericolosamente, l’espansione industriale si ridusse, aumentò vertiginosamente il tasso di disoccupazione. Superata la lunga fase di crisi si tentò di porre rimedio alla dipendenza energetica sviluppando le ricerche soprattutto sulle fonti alternative al petrolio. In pochi anni, la Francia, la Gran Bretagna e l’allora RFT (Repubblica Federale Tedesca) crearono reti nazionali di centrali nucleari. Contemporaneamente, nella seconda metà degli anni 80, furono localizzati e subito sfruttati alcuni giacimenti petroliferi nel Mare del Nord.

TEMA SULLA CRISI ENERGETICA IN ITALIA

Mentre tutti gli altri paesi europei ad industrializzazione più avanzata si sono attrezzati per acquistare autonomia energetica, l’Italia è rimasta ferma, continuando a restare debitrice di materie prime dall’estero, con enormi costi per la collettività. Il nostro Paese ha scelto di non aderire al nucleare a seguito dell’apposito referendum svoltosi il 9 novembre 1987, all’indomani del disastro indimenticabile della centrale russa di Chernobyl, ma da quella data ad oggi le ricerche in materia di sfruttamento di fonti energetiche alternative non hanno fatto molti progressi. Il problema della dipendenza energetica si è ripresentato il 28 settembre 2003: l’Italia è rimasta al buio per molte ore a causa di un incidente, tutto sommato banale, verificatosi nella rete di approvvigionamento elettrico, proveniente dalla Francia e dalla Svizzera. E’ bastato un forte temporale in territorio elvetico, la rovinosa caduta di un grosso albero di un traliccio dell’alta tensione di connessione internazionale ed un quasi contemporaneo nubifragio in Francia per provocare un gigantesco “effetto domino” e mettere in ginocchio una nazione che si vanta di occupare fra il 5° ed il 7° posto al mondo tra i Paesi più industrializzati. Se a tutto ciò si aggiunge il fondato sospetto di un imperdonabile errore umano, ecco che si delinea un quadro sconfortante. L’incidente del 28 settembre ha evidenziato che la produzione nazionale di elettricità presenta vari problemi organizzativi  e non poche falle territoriali.