La crisi dei partiti politici

Appunto inviato da marvig89
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Tema svolto: i partiti politici sono entrati in crisi? Come sono cambiati rispetto alle trasformazioni della società? (2 pagine formato pdf)

Le cause del cambiamento dei partiti politici sono diverse.
Innanzitutto, la politica italiana ha fatto i conti col terremoto Tangentooli: tutto è cambiato dal 17 febbraio 1992, quando il dirigente socialista Mario Chiesa fu arrestato mentre intascava una mazzetta.
Con la dissoluzione dei partiti coinvolti nelle inchieste sulla corruzione, come Dc e Psi, e la nascita di altri come Forza Italia, il sistema dei partiti “storici” è stato rivoluzionario. E, nell’opinione pubblica, la fiducia nella classe politica non si è più ricostituita. Il consenso si erode ulteriormente ogni volta che emerge qualche episodio di malcostume dei politici, confermando l’impressione che
siano “tutti uguali”, che il sistema sia corrotto.


Inoltre, più in generale, il rapporto tra elettori e partiti è molto meno stretto e “viscerale” di una volta, sopratutto con la caduta delle ideologie alla fine degli anni Ottanta.
Prima, l’elettore tendeva a identificarsi fortemente con il suo partito, basava le due opinioni sulle posizioni di questo e lo seguiva comunque: il suo era voto di appartenenza, costante e fedele.
Oggi invece prevale il cosiddetto “voto d’opinione”: si vota sulla base delle idee che oguno si è fatto sui diversi temi, non er la fedeltà a un partito e alla sua ideologia. In teoria è la scelta più consapevole: non voto perchè sono comunista o cattolico, ma perchè sono d’accordo con il programma o con l’azione fatta dal governo. Tuttavia, se da un lato ci sono posizioni meno ideologiche e più critiche, dall’altro ci sono molti elettori semplicemente “senza opinione”.


L’elettore è sempre più mobile. I partiti possono contare su uno ”zoccolo duro” risicato e devono partire alla conquista di elettori non più fedeli. La strategia? Cercare in particolare il voto dei moderati, degli indecisi, dei meno interessati alla politica, che si fanno convincere di più dall’immagine del leader o dagli slogan. E più che contribuire a formare le opinioni, inseguono il consenso.