La fame nel Terzo Mondo: tema

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Cause e possibili soluzioni per risolvere il problema della fame nel Terzo Mondo: tema svolto (2 pagine formato doc)

FAME NEL TERZO MONDO: TEMA

Tema: La fame del Terzo Mondo - La più grave e disumana tragedia del nostro tempo è la fame.

Nel mondo la ricchezza è distribuita in modo molto ineguale: da una parte le nazioni ricche, che soddisfano e consumano bisogni primari e artificiali; dall’altra parte paesi neo colonizzati, falciati dall’assoluta mancanza di beni necessari, alla disperata ricerca dell’alimentazione indispensabile. Il pianeta è caratterizzato dalla geografia della ricchezza e della miseria, della sconvolgente contraddizione tra progresso ed arretratezza, tra benessere e degradazione.
Risolvere il problema della fame del mondo, è un compito urgente.
Esso impone concrete questioni non soltanto morali, ma anche politico economiche a tutti gli stati progrediti.

La fame nel mondo: ricerca

FAME NEL MONDO: CAUSE E POSSIBILI SOLUZIONI

La vera causa del divario ricchezza povertà nel mondo è nell’onnipotenza della legge di mercato che da un lato produce carestie, dall’altro eccessi di produzione.
Quella tragedia vergognosa del nostro tempo non si elimina quindi con lo sforzo generoso di singoli individui o di organizzazioni caritative che si muovono nei momenti di disperata necessità. Ne tantomeno erogando annualmente qualche migliaio di miliardi per aiutare i paria della Terra ad uscire dai gironi infernali del sottosviluppo. Infatti l’assistenza caritatevole e l’elemosina dei vari organismi politici alleviano solo occasionalmente la miseria estrema, non risolvendo affatto il dramma storico dell’indigenza.
La “politica di aiuti” quasi sempre poi è stata caratterizzata o da una generosità universale o da una sempre più marcata strumentalizzazione politica o da mirato intervento. Ciò risulta ancora possibile, poiché all’interno dei paesi preindustriali vige la disuguaglianza tra le classi sociali: alla stragrande maggioranza di gente denutrita ed analfabeta si contrappone l’arrogante oligarchia che ha ricchezza e cultura; quindi detiene le leve del potere di una economi sempre più dipendente dal mercato mondiale, sempre più indipendente dagli indirizzi complessivi dei governi e dai sistemi informatizzati delle multinazionali.

Tema sulla fame e sulla povertà nel mondo

LA FAME NEL MONDO GEOGRAFIA

La questione della fame è soprattutto un problema di controllo delle risorse e di comunicazione. Il quadro delle disuguaglianze nei livelli di benessere e di malessere diventa più realistico se si considerano anche i dati relativi alla popolazione. Infatti il cinquanta per cento della popolazione mondiale vive nei paesi a basso reddito, il settantasei per cento nell’insieme dei paesi in via di sviluppo. Di questo passo, riguardo alla crescita della popolazione a maggior ragione nel prossimo decennio sarà più difficile la liberazione dall’assillo dei bisogni pimari. Ciò perché se la rapida crescita della popolazione nei paesi poveri impedisce di uscire dalla povertà, d’altra parte nelle nazioni ricche la sovrappopolazione consumando più risorse e bisogni minaccia la capacità della terra di sostenere l’ecumene.
Di fronte a tale aritmetica della ricchezza e della povertà, c’è poco da illudersi. Ci vuole invece il coraggio della scelta tra quel che è utile fare per domani e quel che è stato utile fare. Il cosiddetto approccio verticale, cioè l’intervento dall’alto, arrogante e inefficace anche quando animato dalle migliori intenzioni, deve essere sostituito con quello orizzontale che attrae, interessa, coinvolge le comunità derelitte verso il soddisfacimento dei beni materiali, la salvaguardia della vita umana, l’autosufficienza alimentare, la conservazione del patrimonio ambientale, la valorizzazione delle risorse, la progressività delle strutture.
Allora, occorre in primo luogo sconfiggere la cultura dello sterminismo e superare l’eterna litania delle buone intenzioni.

Ricchezza e povertà nel mondo: tema

COS'E' LA FAME NEL MONDO

La saggezza dei nuovi tempo deve essere costruita su due pilastri: l’uomo, che domina tutte le risorse della terra, devi fare pace con la natura; rispettare l’imperativo etico che non ammette la morte per fame. Pertanto la coscienza democratica deve aprirsi davanti alle popolazioni del Terzo e Quarto mondo condannate all’inedia, affinché la ricchezza e la produzione primaria vengano distribuite equamente attraverso scambi internazionali non regolate dalle leggi bronzee del capitalismo. In primo luogo le tecniche e le culture economiche, finanziarie e le risorse disponibili vanno usate per lo sviluppo di chi manca di cibi, istruzione, cure sanitarie, abitazioni, reti di comunicazione, energia.

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