Foscolo: dall'Ortis ai Sepolcri

Appunto inviato da cassid
/5

Analisi delle tematiche foscoliane dall'Ortis ai Sepolcri (4 pagine formato doc)

Davide Cassinadri V B Dall' `Ortis' ai `Sepolcri': il cammino di un esperienza poetica e umana.
Ugo Foscolo nacque a Zante nel 1778 da padre veneziano e madre greca, e sempre conservò viva nel suo cuore l'immagine della terra natia. In essa vide il simbolo della bellezza e dell'armonia che la grande poesia classica aveva espresso e che egli ricercò continuamente come il supremo ideale della sua vita. La sua formazione culturale comprende oltre che i classici greci, latini e italiani, anche i filosofi del settecento, cioè Locke, Hobbes, Rousseau, Montesquieu, Voltaire. Nelle sue prime opere, tra cui l'Ortis s'avvertono influssi settecenteschi, ma soprattutto quelli del Parini, dell'Alfieri, del Monti e del preromanticismo europeo.
Le ultime lettere di Iacopo Ortis è un romanzo epistolare che si svolge inanzitutto su due tematiche fondamentali che si intrecciano: la passione politica e la passione amorosa. La prima, che, col suo fallimento, mette in evidenza da un lato i rapporti negativi con il potere e dall'altro il desiderio di un'Italia che avrebbe potuto essere unificata proprio alla luce delle idee diffuse dalla Rivoluzione Francese e dagli entusiasmi suscitati dalle imprese di napoleone; il fallimento è controbilanciato dall'amor di patria, dall'elogio della virtù individuale e dalla meditazione sulla storia e sulla passata grandezza di Roma e dell'Italia. La passione amorosa, che col suo fallimento mette in evidenza i rapporti negativi dell'individuo con gli usi, i costumi e le consuetudini che vogliono ancora la donna oggetto del padre o del marito e priva di quella volontà autonoma che la contraddistinguerebbe come persona umana. Ma anche in questo caso, come per la passione politica, il romanzo e i due personaggi Teresa e Jacopo, insieme alla madre della ragazza, rappresentano un atto di fede nel sentimento e nel rinnegamento dell'egoismo. Il fallimento delle due passioni porta inevitabilmente al suicidi, provocato dal dolore intensamente provato e intensamente protratto fino al limite della rottura finale: ma questo elemento negativo e controbilanciato dalla speranza di un mondo in cui coloro che si amano possano riunirsi per sempre: non la morte come fine di tutto ma come passaggio. Tuttavia il Foscolo avvertiva nel profondo dell'animo l'ansia di superare l'effimero destino mortale e una sete di ideali di verità, di giustizia, di bellezza, di libertà, di patria, creazioni dello spirito che il Materialismo rinnegava, e del quale egli sentiva la presenza. La ragione gli diceva che erano illusioni, ma il cuore non si rassegnava a considerarli tali. Nasce così nel poeta una nuova fede, tutta laica e terrena: la religione delle illusioni, cioè il culto dei valori spirituali continuamente contraddetti dalla realtà e tuttavia continuamente risorgenti nell'animo. Questa fede coesiste con la desolata concezione materialistica, senza mai riuscire a superarla; e questo spiega il tono drammatico della grande poesia foscoliana, che è, insieme, acc