Inferno di Dante: tema

Appunto inviato da piero887
/5

Traccia del tema sull'Inferno di Dante: Individua le frasi sentenziali che si trovano nei canti della Divina Commedia e commenta il pensiero di Dante (4 pagine formato doc)

INFERNO DI DANTE: TEMA

Individua le frasi sentenziali che si trovano nei canti letti della Divina Commedia e commentandole esponi il pensiero di Dante. Dante, per esprimere i suoi pensieri, scrive delle frasi molto spesso sentenziali, ma le fa dire quasi sempre ai personaggi che trova lungo il suo cammino apparendo così innocente di fronte alle calunnie espresse su tutti i dannati incontrati.


Fino ad ora noi abbiamo letto solo i primi otto canti dell’inferno della Divina Commedia ma abbiamo già trovato molte sentenze.
Dopo un’attenta lettura troviamo la prima sentenza ai versi 4-7 del primo canto.
Qui Dante sta descrivendo la selva nella quale si era smarrito e esprime il suo primo giudizio del libro: “Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!

Inferno: gironi e struttura | Canto 1: analisi, parafrasi, figure retoriche | Canto 2: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 3: parafrasi, commento e figure retoriche | Canto 5: parafrasi, commento e figure retoriche del canto di Paolo e Francesca | Canto 6: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 10: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 13: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 22: testo, parafrasi e figure retoriche | Canto 26: testo, parafrasi e figure retoriche del Canto di Ulisse | Canto 33: testo, parafrasi e figure retoriche |

TEMATICHE INFERENO DANTE

Tant’è amara che poco è più morte;…” che letteralmente vuol dire: Ahi quanto è difficile descrivere come era questa selva orrida, intricata e difficile a percorrersi, che solo a ripensarci mi ritorna la paura! Tanto la selva è piena di tormentosa angoscia che di poco più angosciosa è la morte;… Così questo è il primo pensiero di Dante sul luogo in cui si trova che sicuramente non lo rendeva molto tranquillo.
Proseguendo la lettura arriviamo ai versi 16-18 dove troviamo questa frase: “…guardai in alto e vidi le sue spalle vestite già de’ raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle.” In questo modo Dante spiega che, avendo paura in quel luogo sconosciuto, l’unica salvezza era Dio; ciò è espresso all’inizio della frase “guardai in alto”: infatti questo gesto simboleggia una richiesta di aiuto poi successivamente esaudita con l’arrivo di Virgilio.

Dante Inferno: tema svolto

TEMA ARGOMENTATIVO SU DANTE

Subito dopo, al verso 27 troviamo un’altra osservazione di Dante sul luogo in cui si trova: “…lo passo che non lasciò già mai persona viva.” Questa frase va a chiudere una prima parte del canto nella quale Dante descrive il paesaggio che lo circonda con un significato un po’ duro: da quel luogo non è mai tornato indietro nessuno. Tutte queste prime sentenze hanno una allegoria che le accomuna: la selva tanto descritta da Dante rappresenta il peccato. Lui si accorge che nella propria vita ha commesso troppi peccati e che oramai solo un aiuto divino lo può aiutare.
Così proseguendo arriviamo ai versi 49-51: “Ed una lupa, che di tutte brame sembrava carca ne la sua magrezza, e molte genti fé già viver grame,…” Qui Dante esprimere un giudizio sulla lupa che rappresenta la cupidigia: la considera uno dei peccati più gravi che si possano commettere, quello che oscura la coscienza e la ragione, genera l’odio, la violenza, la guerra e contamina le istituzioni civili e religiose.