Il Fu Mattia Pascal: osservazioni e riflessioni sul romanzo di Luigi Pirandello

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TEMA
Il Fu Mattia Pascal: osservazioni e riflessioni sul romanzo di Luigi Pirandello
I casi del povero bibliotecario sembrano assurdi e inverosimili, eppure le assurdità della vita non hanno bisogno di sembrare assurdi, perché sono vere.
Mattia Pascal ci insegna che non dobbiamo escluderci dal gioco della vita e che è necessario recitare giorno dopo giorno la nostra parte, se non vogliamo cadere in una solitudine senza speranza e senza conforto.
Mattia ha vissuto tre esistenze, ciascuna con i suoi affetti e le sue particolarità. Prima è stato Mattia Pascal scapolo e poi sposato: un’esistenza sbagliata, negativa in tutti i suoi aspetti, che ricorda al protagonista il fallimento della sua vita, nella famiglia e nel lavoro. 


A questa situazione si ribella, diventando il finto Adriano Meis, che si illude di rifarsi un’esistenza felice e libera fuori dai legami socili e dagli schemi convenzionali; ,ma proprio quando sente rinascere in lui la vita e l’amore, si accorge che la sua nuova esistenza e la sua libertà sono illusorie.
Ancora una volta si sente così schiacciato ed escluso dagli affetti, l’ombra di un morto era la sua vita. Per questo si vede costretto a rinunciare alla finzione, adattandosi ad essere il Fu Mattia Pascal, redivivo, ma ancora una volta escluso dagli affetti e dalla vita, condannato ad una similitudine senza speranza. Dunque, a conclusione di questa esperienza strana di due vite e di due morti, Mattia deve amaramente constatare di non sapere chi egli sia. Prima della ribellione sapeva almeno di chiamarsi Mattia Pascal, era ben poca cosa, ma era pur sempre una certezza, ora invece non sa neppure questo.