L'Infinito, Leopardi

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analisi del testo dell'Infinito di Leopardi (3 pagine formato doc)

L'Infinito, Leopardi - Giacomo Leopardi nasce nel 1798 a Recanati.

Ragazzo dall’intelligenza pronta e di grande sensibilità, ma gracile e con problemi ossei, Giacomo, dagli undici ai diciotto anni, chiuso nella biblioteca paterna, si dedicò a uno studio matto e disperatissimo che gli diede una cultura molto vasta, ma minò in maniera irreparabile la sua salute.


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Dopo essersi ripreso da una grave malattia per cui rimase a rischio di morte per un intero anno, cominciò a progettare di recarsi a Roma.
 
Il suo desiderio fu, però, inizialmente reso vano dall’opposizione paterna e quando si realizzò, nel 1822-23, lasciò in Leopardi un profondo senso di delusione. In quegli anni scrisse gli Idilli, brevi composizioni poetiche incentrate sullo di pensieri, sensazioni e ricordi, e iniziò la stesura dello Zibaldone, una raccolta di appunti di varia lunghezza e complessità su argomenti di diversa natura che comprende una delle liriche più importanti di Leopardi intitolata L’infinito.
 
Questa rappresenta il manifesto della poetica dell’autore: la ricerca del piacere è uno degli obbiettivi prefissati dall’uomo al fine di soddisfare la propria vita fuggevole, ma la sua finitezza non gli consente di raggiungerlo.
Il piacere, a differenza dell’uomo, infatti, è infinito e l’unico modo per assaporarlo è mediante la propria immaginazione, stimolata talvolta dagli elementi riconducibili alla natura.

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