Giovanni Verga e il Ciclo dei Vinti: tema

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Tema sul Ciclo dei Vinti e su Giovanni Verga (2 pagine formato doc)

GIOVANNI VERGA E IL CICLO DEI VINTI: TEMA

Tema.

Giovanni Verga e il Ciclo dei Vinti. Giovanni Verga, originario di famiglia nobile, dedicò quasi tutta la sua esistenza e la propria letteratura alla terra d’origine. Il suo primo romanzo, Verga lo costruì a soli 16 anni, dal nome “Amore e Patria”, destinato per la maggior parte alla rivoluzione americana, ma ancora molto immaturo, sia dal punto di vista letterario che ideologico. Il padre, molto incuriosito dall’attività letteraria del giovane figlio, pagò ed investì i soldi per far conoscere alla stampa il suo secondo libro dal titolo “I carbonari della montagna”, pubblicato a puntate a partire dal 1861.
L’anno seguente, Verga pubblicò un altro romanzo, “Sulle lagune”, analogamente di timbro nazionale.
Nel 1865, durante un momento di visita alla città di Firenze, Verga  incontra ed ha l’opportunità di conoscere il famoso Luigi Capuana, scrittore suo compaesano, che sarà la mente teorica del verismo nonché suo grande amico.    
Nel 1866 scrisse “Una peccatrice”, storia che narra della difficoltoso salita al successo nel mondo letterario da parte del giovane scrittore Pietro Brusio. Nel 1871 esce la “Storia di una capinera”, romanzo che espone la storia di una ragazza povera obbligata e forzata a diventare suora.    
Questo è un momento di agitazione culturale, lo stesso momento in cui ha origine il racconto “Eva”, romanzo che espone l’esistenza infelice e gli amori straziati della ballerina protagonista. Successivamente Verga diffonde altri due romanzi di notevole successo, dal nome “Eros” e “Tigre reale” anch’essi basati su vigorose passioni amorose, distrutte da improvvise conseguenze drammatiche e da tragiche sventure.

Cos'è il Ciclo dei Vinti

PERCHE' SI CHIAMA CICLO DEI VINTI

Con il così chiamato “Ciclo dei vinti” Verga voleva rappresentare un contorno ben definito che descriveva la continua lotta per la vita, alla quale prendono parte i rappresentanti di ogni classe sociale, spostati dall’obbligo di ottimizzare a ogni costo la propria condizione sociale, anche trascurando le norme fondamentali della moralità. Esso si sarebbe dovuto comporre di cinque diversi romanzi, ma ne furono portati a termine solamente due, “I Malavoglia” e “Mastro Don Gesualdo”. Gli altri tre, dovevano essere “La duchessa di Leyra”, “L’onorevole Scipioni” e “L’uomo di lusso”.    
La pubblicazione dei “Malavoglia” avvenne nell’anno 1881. La composizione dei “Malavoglia” riflette lo stesso procedimento già adoperato in Vita dei campi dallo stesso Verga, ovvero quello di consegnare la traccia del racconto, la parola, a un popolano, piuttosto che esaminare gli avvenimenti dal proprio punto di vista alto borghese.

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I VINTI NEI MALAVOGLIA

Il romanzo “I Malavoglia” si svolge nel paese di Aci Trezza, vicino alla città di Catania, negli anni immediatamente successivi all’Unità di Italia. Esso espone la storia di una famiglia di pescatori il cui unico capitale è una ampia barca da pesca, la Provvidenza e enuncia gli avvicendati episodi che fanno riferimento al capofamiglia, chiamato padron ‘Ntoni, signore di grande giudizio e correttezza, suo figlio Bastianazzo, la nuora Maruzza la Longa e i nipoti ‘Ntoni, Luca, Mena, Alessi e Lia. I Malavoglia riproducono l’ inefficace fatica di una perbene famiglia che prova a liberarsi dalla condizione di miseria in cui essi vivono e che però viene compressa spietatamente dagli avvenimenti.   

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COS'E' IL CICLO DEI VINTI

La seconda tappa del ciclo dei vinti è rappresentata dal “Mastro Don Gesualdo”, in un primo momento diffuso a puntate nel 1888, poi accuratamente controllato e pubblicato in volume l’anno successivo. Il romanzo riferisce la storia di un muratore che, dopo essersi massacrato di sforzo per il duro lavoro per moltissimi anni, ottiene e ce la fa a realizzare un piccolo dominio economico, arrivando così al suo più grande sogno di ricchezza. Egli desidera  sollevarsi da quella situazione di miseria attraverso una unione matrimoniale di sola convenienza che gli consenta di diventare parente con la nobiltà, ma si trova completamente scartato e solo sia dal suo vecchio mondo cui faceva parte, sia dal nuovo mondo in cui non riuscirà  mai ad inserirsi. Il protagonista del romanzo, ormai escluso sia dalla moglie che dalla figlia, finisce per morire solo e malato.