Tema sulla mentalità e sulla cultura medievale ne Il nome della rosa

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Il nome della rosa: tema argomentativo che analizza la visione del mondo e la mentalità tipiche del Medioevo (2 pagine formato doc)

IL NOME DELLA ROSA: TEMA

Tema argomentativo.

Consegna: Partendo dal testo proposto, elabora un testo argomentativo sulla visione del mondo, sulla mentalità e sulla cultura propri del Medioevo, estendendo le tue considerazioni, eventualmente, all’intero romanzo “Il nome della rosa” di Umberto Eco.
Nel Medioevo, periodo di decadenza e di incertezza, ci fu un fenomeno di abbandono in massa delle città, dovuto alle guerre e alle epidemie, che comportò il trasferimento della maggior parte della popolazione nelle zone rurali; i centri di potere, quindi, non erano più le città, ma le numerose corti e abbazie disseminate per tutto il territorio europeo.

Il nome della rosa: riassunto del capitolo 1

Queste ultime erano cinte da spesse mura per proteggersi da eventuali attacchi, come conferma Adso, protagonista del romanzo Il nome della rosa, che afferma: “Non mi stupirono di essa (l’abbazia) le mura che la cingevano  da ogni lato, simili ad altre che vidi in tutto il mondo cristiano, ma la mole di quello che poi appresi essere l’Edificio”.

Il nome della rosa: ambientazione, trama e personaggi

IL NOME DELLA ROSA: TEMATICHE MEDIEVALI

Nonostante quindi il monachesimo prevedesse uno stile di vita austero, le abbazie, in quanto centri di potere che governavano ampi territori, erano molto ricche e imponenti; la “bacinella d’oro” è un indizio di questa ricchezza, e il timore reverenziale che l’abbazia suscitava nei pellegrini dimostra come costruzioni così maestose fossero inusuali per quel periodo: “Io ne trassi spavento, e una inquietudine sottile. Dio sa che non erano fantasmi dell’animo mio immaturo, e che rettamente interpretavo indubitabili presagi iscritti nella pietra…”.
Tuttavia, la paura iniziale lasciava presto il posto allo stupore e all’ammirazione, come si può ben notare dai verbi e dagli aggettivi attribuiti al paesaggio dove aveva sede l’abbazia: “dolce pianoro”, “smussava”, “morbida conca”.

Il nome della rosa: significato e tematiche

IL NOME DELLA ROSA: ANALISI

La relazione che esisteva tra la Chiesa e l’Impero è resa evidente dall’interesse che l’imperatore in persona nutre per le questioni religiose e fa sì che i due poteri siano considerati insieme, come si nota dalla “lettera coi sigilli imperiali” e da ciò che Guglielmo da Baskerville dice all’Abate: “Io vengo come pellegrino nel nome di Nostro Signore e come tale voi mi avete reso onore.

Ma vengo anche a nome del nostro signore su questa terra (…) e anche a suo nome vi ringrazio per la vostra accoglienza”.

Il nome della rosa: riassunto, personaggi e commento

Per quanto riguarda la mentalità tipica di questo periodo, era opinione comune che alcune forme geometriche e particolari numeri avessero una forte valenza simbolica in ambito religioso. Ad esempio, una figura come il tetraedro veniva vista come una “…figura perfettissima che esprime la saldezza e l’imprendibilità della Città di Dio”, il numero tre invece simboleggiava la santa Trinità e veniva ripetuto molte volte negli edifici, come i tre ordini di finestre del torrione.

Il nome della rosa: scheda di lettura

IL NOME DELLA ROSA: CONTESTO STORICO

Anche le architetture rispettavano questa mentalità, avendo particolari costruzioni a quattro, cinque, sette e otto lati: “Otto il numero della perfezione d’ogni tetragono, quattro il numero dei vangeli, cinque il numero delle parti del mondo, sette il numero dei doni dello Spirito Santo”.
Inoltre gli edifici erano così imponenti che era difficile credere che fossero stati costruiti dall’uomo; Adso, infatti, nomina dei “giganti” che, facendo da tramite tra la terra e il cielo, avrebbero edificato l’abbazia dove si trovava il giovane novizio.

Tema sul film Il nome della rosa

In questo periodo inoltre si pensava anche che tutte le cose terrene tendessero verso il cielo (concetto ben rappresentato dall’immagine della roccia che si prolunga verso l’alto) e che fossero diverse da quelle celesti: “… così che ciò che era fisicamente quadrato sulla terra, era spiritualmente triangolare nel cielo”.
Non solo tutte le cose terrene tendono verso l’alto, ma sono anche dei simboli che, saputi decifrare, parlano all’uomo della vita eterna, come pensava lo scrittore Alano delle Isole, menzionato da Guglielmo (scriveva in latino, che era ancora la lingua della letteratura). Tuttavia il maestro di Adso è dell’opinione che la realtà permette all’uomo di decifrare non solo i misteri della vita eterna, ma anche di quella terrena; proprio per questo Guglielmo riesce a prevedere le sembianze e la via di fuga di Brunello, cavallo preferito dell’abate, fuggito dalle scuderie poco prima dell’arrivo all’abbazia dei due protagonisti.

Il nome della rosa: recensione dettagliata

Quando Guglielmo da Baskerville descrive Brunello ai suoi agitati inseguitori segue un momento di sconcerto da parte del cellario e degli stallieri; questo dimostra che uomini con la cultura e l’intelligenza del maestro di Adso non erano molto comuni e ne conseguiva che, come afferma lo stesso novizio, “il mio maestro, in tutto e per tutto uomo di altissima virtù, indulgeva al vizio della vanità quando si trattava di dar prova del suo acume…”.

Il nome della rosa: scheda libro

IL NOME DELLA ROSA: TEMI TRATTATI

Tuttavia, Guglielmo improvvisa anche una descrizione degli occhi, delle orecchie e della forma della testa, elementi che non potevano essere dedotti neanche dall’osservazione più minuziosa, ma che vengono subito accettati per veritieri dai monaci, dato che i parametri della bellezza di un cavallo dettati dalle auctoritates prevedevano proprio quelle particolarità descritte da Guglielmo.
Nel Medioevo, l’auctoritas imponeva il modo di pensare e non poteva essere contraddetta, quindi ad essa si rifacevano i concetti di bellezza e di perfezione; inoltre, le auctoritates avevano una grande rilevanza nella formazione dei monaci benedettini, per questo motivo gli inseguitori del cavallo (facenti parte dell’abbazia benedettina) credono subito alla descrizione di Guglielmo.
Il monaco francescano usa il nome “Brunello”, in quanto nome coniato da “il grande Buridano”, un intellettuale parigino suo contemporaneo.

Il nome della rosa: ambientazione, personaggi e temi