Morte di Giuseppe Parini: articolo di giornale

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Esempio di articolo con breve biografia, opere e profilo di Giuseppe Parini per un giornale milanese (2 pagine formato doc)

GIUSEPPE PARINI: MORTE

Nell’agosto del 1799, appena appresa la notizia della morte di Parini, ti viene chiesto di tracciare una breve biografia e un profilo del personaggio per un quotidiano milanese.

Oggi, 18 Agosto 1799, in occasione della morte di Giuseppe Parini, la Gazzetta di Milano si sente in dovere di commemorare il noto autore con una breve biografia, raccontando la sua vita e le sue più importanti opere.

GIUSEPPE PARINI: BIOGRAFIA

Giuseppe Parini nacque a Bosisio, in Brianza, il 23 maggio del 1729, ultimo di quattro figli di un modesto negoziante di seta. Nel 1738 il padre lo affidò ad una ricca zia che lo iscrisse al ginnasio Arcimboldi dei Padri barnabiti.

Nel 1741 la zia morì, destinando una piccola parte dell’eredità all’educazione del nipote a patto che questi intraprendesse la carriera ecclesiastica. Il giovane continuò gli studi, anche se in modo irregolare a causa delle limitate condizioni economiche che lo costringevano spesso a lavorare.
Nel 1752, due anni prima dell’ordinazione sacerdotale, Parini pubblicò la sua prima raccolta poetica: Alcune poesie di Ripano Eupilino. Con questo volumetto l’autore ottenne un discreto successo, tanto che venne ammesso all’Accademia dei Trasformati, avente sede in casa del conte Giuseppe Maria Imbonati.
Nel 1754 l’autore venne assunto come precettore per il duca Gabrio Serbelloni, tuttavia lasciò l’incarico nel 1762 per un diverbio con la duchessa, la quale aveva ingiustamente schiaffeggiato la figlia del maestro di musica. L’anno seguente fu assunto dagli Imbonati come precettore del giovane Carlo.

Giuseppe Parini: biografia e poetica

GIUSEPPE PARINI: IL GIORNO

In quello stesso anno pubblicò la prima parte del Giorno, intitolata “Il mattino” e seguita a due anni di distanza da “Il mezzogiorno”. Il Giorno si lega alla permanenza di Parini in casa Serbelloni, in cui il giovane maturò il progetto di narrare la giornata tipo di un giovane nobile dell’epoca. I due poemetti furono graditi e valsero al poeta alcuni incarichi di prestigio: nel 1768 fu nominato poeta del Teatro ducale; Nel 1769 gli venne affidata la direzione del nostro giornale che lasciò agli inizi del 1770 per accettare l’incarico di professore di Belle Lettere presso le scuole Palatine, accorpatesi successivamente all’accademia di Brera.
L’attività d’insegnamento lo allontanò dalla poesia e non riuscì a completare le già progettate parti del Giorno che seguivano “Il mezzogiorno”, ma si dedicò alla pubblicazione a stampa delle sue Odi.
Le Odi sono una raccolta di 19 componimenti nella classica forma dell’ode oriziana, sono tutte “poesie d’occasione” nel senso che nascono in occasione di qualche evento pubblico, civile o privato.
3 giorni fa, 15 agosto 1799 Parini stanco e malato, dettò ai suoi collaboratori il sonetto “Predaro i filistei l’arca di dio” dopodiché nel pomeriggio dello stesso giorno ci abbandonò.

GIUSEPPE PARINI: OPERE

L’opera più importante di Parini è il Giorno: un poema che racconta la giornata tipo di un giovane nobile dal punto di vista del suo precettore. Inizialmente era suddiviso in tre parti: Il mattino, Il mezzogiorno e La sera, ma successivamente quest’ultima fu suddivisa a sua volta in due parti: il vespro e la notte. Di queste quattro parti l’autore pubblicò soltanto le prime due.