La novità della tragedia manzoniana: saggio breve

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Manzoni e la tragedia della storia. Saggio breve svolto sulla novità della tragedia manzoniana (1 pagine formato doc)

LA NOVITA' DELLA TRAGEDIA MANZONIANA: SAGGIO BREVE

La novità della tragedia manzoniana. Il Romanticismo italiano elabora una nuova forma di tragedia, la tragedia storica, che vuole collacare la storia dei personaggi in un determinato e fedele contesto storico, ma completato con sentimenti e passioni tipici del movimento romantico.

Manzoni nella sua produzione offre la realizzazione più compiuta di questo nuovo genere drammatico, l’opera “Adelchi” ne è l’esempio.

Il genere dlla tragedia, secondo la tradizione classicistica, veniva rigidamente codificato sulla base della Poetica di Aristotele, secondo le tre unità di luogo, tempo e azione. La regola dell’unità prescriveva che l’azione della tragedia non superasse la durata delle ventiquattro ore, che si svolgesse in un unico luogo, senza cambiamenti di scena, che si mantenesse fissa l’azione e che fosse fuori da contesti storici.

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MANZONI E LA TRAGEDIA DELLA STORIA, SAGGIO BREVE

La novità della tragedia di Manzoni ha come caratteristiche la scelta delle tragedia storica e il rifiuto delle unità aristoteliche.
Manzoni nel suo stile si discosta dalla tradizione classica violando le regole dell’unità di tempo e luogo, pur mantenendo l’unità d’azione. Limitare lo sviluppo di un’azione in streti limiti di tempo e di luogo, costringe a un’esagerazione delle passioni; da questo nasce il “falso”, ciò che Manzoni definisce il “romanzesco”, della tragedia classicistica: una sorta di forzatura delle passioni a cui non corrispondono i veri comportamenti umani e che non fa “parlare gli uomini né come parlano abitualmente, né come potrebbero parlare”(lettera a Claude Fouriel).
I fatti devono essere inventati sul terreno della storia documentata, alla quale lo scrittore deve attenersi illuminando dall’interno le figure che la storia rappresenta, egli deve comprendere la psicologia dei personaggi al di là dei fatti esteriori, i soli che la storia può documentare.

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MANZONI E LA STORIA

Questo è ciò che Manzoni chiama il “vero poetico”, un’integrazione di storia, di verità e invenzione. Nella Lettre à M. Chauvet, esprime l’esigenza fondamentale di una letteratura che si ispiri al “vero” e eviti il romanzesco: “il vero drammatico dove si può meglio incontrarlo se non in ciò che li uomini hanno realmente fatto?” . non cè bisogno di inventare fattiperchè la storia offre il più ricco  affascinante repertorio di soggetti drammatici. La convinzione dell’eccellenza dei soggetti storici si era radicata in Manzoni dai drammi storici di Shakespeare.
Il vero può essere riprodotto solo con la libertà da regole artificiose, infatti il poeta ritiene che il soggetto debba essere reale e per attenersi a tale aspetto supera gli schemi aristotelici.