Tema sulla follia di Orlando: opposizione senno-follia

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Tema sull'opposizione tra senno e follia con svariati riferimenti ad Ariosto. Tema sulla follia di Orlando di Ludovico Ariosto (1 pagine formato doc)

TEMA SULLA FOLLIA DI ORLANDO

L’opposizione senno-follia.

Noi tutti, per essere felici, tendiamo a desiderare beni effimeri che ci coinvolgono talmente da farci perdere il senno, da non farci più capire cosa è davvero giusto per noi. Certi amori, certe passioni, certi beni, sono in grado di far sparire ai nostri occhi il limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato. Infatti, colui il quale ha perso il proprio senno, non è consapevole di sé, si sente ambizioso, forte ma i suoi fallimenti lo portano ad essere spesso furioso ed inconsapevole dell’errore madornale che commette lasciandosi andare in pasto alla follia. Ariosto, nell’Orlando furioso, ci presenta nel migliore dei modi la pazzia che lui distingue in Iucundus error ed Insaniae genius.

Ludovico Ariosto: riassunto

TEMA SULLA FOLLIA DELL'UOMO

Il primo indica la pazzia di un uomo che si comporta in maniera inusuale, scherzando con la propria intelligenza, mentre la seconda indica un atteggiamento incontrollabile e dannoso poiché spesso porta l’uomo alla furia ed alla violenza.

Ariosto, presenta la follia di vari personaggi tra cui la gelosa Bradamante, ovviamente il conte Orlando e lo stesso poeta confessa di essere vittima della follia amorosa. Orlando, inizialmente è pazzo d’amore ma, questa forma di follia scaturisce negativamente quando l’eroe scopre dell’amore della tanto amata Angelica per Medoro. Questa scoperta prima lo porta ad auto convincersi che tutto ciò non può essere reale, a credere che quel che crede non sia vero ma, quando un pastore gli dà la conferma di quel che più temeva il conte urla, sradica gli alberi e perde totalmente il proprio senno e ciò è tutto dire dato che Orlando era un uomo molto saggio.

La pazzia di Orlando: riassunto, parafrasi e analisi

TEMA SULLA FOLLIA DELL'ORLANDO FURIOSO

Infatti, il poeta racconta che sulla luna, l’ampolla contenente il senno del conte era tra le più grandi. Per capire ciò a pieno bisogna dire che Ariosto con la sua fervida immaginazione scrive che tutte le cose che l’uomo perde sulla terra, finiscono sulla luna. Lì vi sono infatti la fama che non resiste al tempo, gli onori e i favori che i principi concedono ai loro protetti, le opere dei falsari, le lacrime e i sospiri degli amanti e, tra tutte queste cose vi è in maggior quantità il senno. L’unica cosa mancante sulla luna è la pazzia che resta sempre sulla terra e, si potrebbe osare dire, che il senno si trova in maggior quantità sulla luna che su questa poiché sono pochi gli uomini a non dividersene. Alcuni lo fanno in parte, anche i più saggi, i filosofi, hanno sulla luna una gran quantità di senno e loro stessi, come chi li circonda, non ne sono consapevoli e si giudicano malamente grandi saggi.

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