Il paesaggio leopardiano: saggio breve

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Saggio breve sul paesaggio leopardiano: la natura secondo Giacomo Leopardi, vista come specchio dell'anima con riferimenti alle sue opere (3 pagine formato doc)

PAESAGGIO LEOPARDIANO: SAGGIO BREVE

Saggio breve. Tesi: Il paesaggio diventa per Leopardi specchio dell’anima
Scaletta
1.

Introduzione
2. Gli idilli: da Teocrito a Leopardi
3. L’infinito
4. L’ultimo canto di Saffo
5. Il canto notturno di un pastore errante dell’Asia e La Ginestra
Destinatario: Giornale scolastico

Paesaggio leopardiano, appunti

SAGGIO BREVE SUL PAESAGGIO LEOPARDIANO

Stesura. Il paesaggio: istantanea sull’animo di Giacomo Leopardi. La mattina, uscendo di casa, la prima cosa che influenza il nostro stato d’animo e quindi l’intera giornata è l’ambiente che ci circonda: infatti se c’è una bella giornata e i vicini che ti salutano cordialmente quella giornata si prospetta serena.

Ma se appena mettiamo un piede fuori casa e ci bagniamo tutti perché piove, fa freddo, i vicini che non ti degnano neanche di uno sguardo quella giornata si prospetta pessima. Questo relazione fra stato d’animo e paesaggio già era stata messa in atto da un grande della nostra letteratura: Giacomo Leopardi. Egli aveva messo in stretta relazione la natura con l’anima dell’uomo, sebbene seguendo un procedimento inverso. Precisamente partendosi da un paesaggio egli è riuscito ad interiorizzarlo, esprimendo situazioni,affezioni,avventure storiche del suo animo”.

Le poesie di Leopardi: analisi

PAESAGGIO ALLA LUNA LEOPARDI

Egli è riuscito nel suo intento utilizzando una forma letteraria classica, nella quale il paesaggio era protagonista: l’idillio, che in greco significa piccolo quadro. Negli idilli dell’autore classico Teocrito è presente un locus amoenus, cioè uno stereotipo del paesaggio: ambiente bucolico, quiete della natura espressa attraverso il fruscio del vento, il cinguettio dei piccoli volatili, il rumore dell’acqua che scorre nei ruscelli. Tutto questo conferiva al paesaggio una visione aggraziata, un perfetto rapporto di quiete con la natura. Ma in Leopardi l’idillio diventa un mezzo attraverso il quale, con l’evocazione di immagini naturali, riusciva ad esprimere il proprio stato d’animo e diveniva così un piccolo quadro interiore.

Alla luna di Leopardi: analisi

INFINITO LEOPARDI

Esempio lampante di questo processo è L’Infinito, nel quale è presente il caro immaginar. Qui il poeta cita all’inizio un colle e una siepe che gli impediscono di vedere al di là: da questo senso di negazione Leopardi, attraverso un processo di astrazione (visione mentale dello spazio), comincia un viaggio immaginario tra spazi interinati e sovrumani silenzi. Ma questi luoghi non sono reali, bensì esistono nell’animo del poeta. Gli elementi naturali reali presenti nella poesia sono solo quelli citati in precedenza, il colle e la siepe, ma il poeta riesce a ricreare un intero paesaggio, soprattutto grazie alle emozioni che egli stesso prova. Dall’infinità dello spazio, attraverso il fruscio delle foglie al vento, egli passa ad analizzare l’infinità del tempo, un infinito ancora più grande e indeterminato. Così, partendo da elementi reali, il poeta riesce ad arrivare a quelle che sente veramente dentro, cioè un senso di smarrimento che genera nel Leopardi un piacevole stato d’animo.