Prima guerra mondiale: morte e distruzione desiderata

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Articolo di giornale su poeti e letterati davanti alla grande guerra (1 pagine formato doc)

Esiste una guerra che può essere giustificata? Quando? Dove? E soprattutto, Come? Non sono pochi i poeti e letterati che alla vigilia del più grande conflitto mondiale pensano alla guerra in modo positivo: “Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igiene del mondo”, queste testuali parole furono pubblicate sul manifesto futuristico “Le figaro” del 1909.
Oggi probabilmente affermazioni simili creerebbero scandalo e stupore ma le ideologie riguardanti quella che si pensava sarebbe stata una guerra lampo calpestavano i valori umani, tutto doveva essere super-attivo, la corrente futurista esaltava incondizionatamente la civiltà industriale, la macchina, la velocità e la guerra, sentita come azzeramento totale per una nuova ricostruzione, poiché dopo la necessaria distruzione si profetizzava un nuovo mondo guidato da una generazione giovane forte e vigorosa. Non a caso proprio agli inizi del 1900 si diffondeva la psicoanalisi di Freud, che indicava l’espressione totale dell’interiorità dell’individuo, con tutte le sue pulsioni inconsce, anche le più violente e distruttive..