Brunetto e Dante nel canto 15 dell'Inferno: tema

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Descrizione del rapporto tra Dante e Brunetto Latini nel Canto 15 dell'Inferno della Divina commedia (1 pagine formato doc)

BRUNETTO E DANTE

Il XV Canto dell’Inferno è di ispirazione schiettamente autobiografica ed è incentrato sulla figura di Brunetto Latini,  notaio fiorentino, famoso studioso di retorica, e il suo rapporto affettivo con l’antico discepolo Dante.

Il “maestro” è dannato nel settimo cerchio, quello dei sodomiti, la cui pena è di essere sottoposti ad una pioggia di fuoco, da cui non trovano riparo.
Il canto è tutto costruito intorno alla comunicazione intellettuale e sentimentale fra il maestro e l’allievo, basato sulla reciproca stima, sull’antico rispetto, trasformati dal tempo in profondo affetto.
Brunetto è meravigliato e timidamente si rivolge a Dante con sensi quasi paterni e con una grande gioia di rivederlo anche se umiliato dalla sua pena, loda il suo ingegno letterari,  lo conforta annunciandogli la futura eccellenza poetica, e gli chiede per sé di essere ricordato per la sua opera “Livres dou Tresor”.

Canto 15 Inferno: riassunto

BRUNETTO LATINI DANTE

Dante è dolorosamente stupito di vederlo li, gli mostra reverenza per i suoi insegnamenti che l’hanno avviato all’immortalità derivante dalla pratica morale della scienze e dell’arte, ammirazione, umana comprensione e gli corrisponde con sentimenti filiali rispondendogli al nome di figliuolo rivoltogli da Brunetto.
Inoltre in questo testo si può notare il “primato della letteratura” che deve essere strumento valido e di buona fama.

Entrambi i personaggi sono letterati e si trovano in situazioni anche se apparentemente diverse, molti simili: Brunetto Latini è dannato eternamente e solo la sua opera resta come eredità positiva della sua vita, Dante è in esilio, escluso dalla vita sociale e solo attraverso la sua opera può comunicare.
La letteratura quindi accomuna il poeta e il suo maestro e da dignità e senso ad ogni vita umana per quanto emarginata o fuori dalla regole perché regala all’Umanità intera e ai posteri una ricchezza interiore che solo alcuni sanno mostrare, attraverso le loro opere.
Sorprende inoltre che Dante abbia messo nel profondo dell'inferno un uomo valido, che considera un maestro e per il quale dimostra di nutrire una profonda stima e con cui condivide la dolorosa esperienza dell'esilio.

Canto XV Inferno: parafrasi e figure retoriche

MAESTRO DANTE

Dante  lo punisce per aver commesso peccato (in questo caso la sodomia) ma continua a conservare ed a esaltare la sua grandezza e  magnanimità. Si può essere peccatori e, nello stesso tempo, persone di valore
Questo canto ha l’aspetto di un ossimoro dove convivono assieme la bellezza dell’arte e il brutale destino di alcuni uomini, la dualità dell’essere umano diviso tra le pulsioni terrene e la tensione verso l’armonia, la pace, la ricerca del buono che Dante vedere rischiarare perfino il buio dell’inferno.