Riflessioni sul capitolo XVI dei Promessi Sposi

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TEMA
Riflessioni riguardanti il capitolo XVI dei Promessi Sposi
In questo capitolo il processo di formazione di Renzo si arricchisce dell'esperienza drammatica della fuga di fronte ad un persecutore, che costituisce uno dei luoghi comuni della narrativa romanzesca.
Renzo dimostra di avere imparato molto dalle precedenti vicende: da chiacchierone e fiducioso nel prossimo è diventato taciturno e sospettoso, senza perdere però il tratto fondamentale del suo carattere, già presente implicitamente in “quell'aria di braveria” rilevata dal narratore al suo ingresso nel romanzo: la fiducia nelle proprie forze, accompagnata da una innata esigenza di giustizia, che lo spinge ad affrontare il pericolo.


Accanto ai due ceti privilegiati della società seicentesca, l'aristocrazia e il clero, esiste un altro ceto, che gode indirettamente dei privilegi di questi e se ne fa complice e sostenitore: quello dei mercanti.
La concezione del mondo dei mercanti si differenzia però grandemente da quella dei ceti più elevati, fondata sulla puntigliosa difesa dell'onore e dei privilegi di classe; per i mercanti esiste una sola norma che domina il mondo, in base alla quale tutti gli avvenimenti devono essere giudicati: la ragione mercantile, cioè la legge del guadagno.


L'introduzione della figura del mercante, che sosta nell'osteria di Gorgonzola, è funzionale appunto ad illustrare questo modo di vedere le cose, proiettato nella prospettiva della difesa esclusiva del proprio interesse di bottega, di cui il Manzoni denuncia non solo la grettezza ma anche la pericolosità per la convivenza sociale.


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