Dei sepolcri di Ugo Foscolo: tema

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Analisi e riflessioni sul carme Dei sepolcri di Ugo Foscolo: tema svolto (2 pagine formato doc)

DEI SEPOLCRI: TEMA

Tema: Meditazioni intorno ai Sepolcri di Ugo Foscolo.

In questo Carme vi è tutto il Foscolo: l’amore per la famiglia divinamente cantato nel sonetto: “In morte del fratello Giovanni” dà vita qui alle tenere immagini dell’amico estinto riverente con noi; della donna amorosa, che prega pace ai perduti, delle madri proteggenti con le nude braccia il caro lattante.    
Lo spirito guerriero che gli ruggiva dentro, evoca qui l’ammirabile quadro della battaglia di Maratona; lo spirito di satira amara, che dettava al poeta l’Hypercalypsis contro i letterati corrotti, ispira qui i pungentissimi versi contro gli italiani che sopportano passivamente la loro servitù.
Il generoso sentimento civile che ispira il Carme, ha qualche volta un impeto lirico che canta il lettore.

Tema svolto sui Sepolcri di Foscolo

DEI SEPOLCRI: ANALISI

I Sepolcri, quantunque ispirati ai ricordi classici e fragranti del profumo dell’arte antica, riescono efficaci sia a persuadere, sia a commuovere; parlano al cuore, perché in essi palpita un cuore sincero, e parlano all’intelletto per la logica profondità delle idee. La potenza plastica dell’arte fi Foscolo si rivela in immagini mirabili come quella delle ore danzanti, che, quantunque deridano alcuni, ricorda le preziosi incisioni greche; come quella della tomba consolata dall’ombrosa frescura dell’albero fiorito; come l’altra del perdono di Dio, dalle grandi ali aperte; che rammenta l’ombra de le sacre penne di Dante; come infine quella delle madri che proteggono con le braccia nude il capo del bambino.

Che dite della pittoresca visione del navigante e della tomba dell’Ilio?
Alle immagini puramente fantastiche Ugo Foscolo unisce uno squisito sentimento della natura; egli ci fa vedere le ombre cupe dei cipressi e il cimitero desolato, dove la cagna raminga va ululando e l’upupa svolazza tra le croci; egli ci fa apparire il cimitero ridenti di amaranti e puri ruscelli, e mai forse i colli fiorentini trovarono un pittore tanto soave.

DEI SEPOLCRI: COMMENTO

Egli senti in tutte le sue manifestazioni la bellezza che innalza e migliora colui che sa guardarla con occhio puro ed intelligente: in lui, alla potenza di pittura, va congiunta la vigoria del pensiero, il quale spesso nel giro di una frase racchiude una arguta sentenza: chi non ricorda queste per esempio: “Ai generosi giusta di gloria dispensiera è morte”.    
“Sol chi non lascia eredità d’affetti    
 Poca gioia ha de l’urna    
A egregie cose il forte animo accendono    
L’urne dei forte…”.?    
Indole profondamente malinconica, non di quella tristezza che persuade alla negazione di tutto, bensì di quella che, nata da un vivissimo desiderio del bene, è feconda di vigorosi, virili pensieri, di alte aspirazioni e di alti sensi: schivo del mondo, ardentissimo di ammirazione per le memorie del passato.