Saggio breve su Leopardi: natura

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Saggio breve sul concetto di natura in Leopardi (2 pagine formato doc)

SAGGIO BREVE LEOPARDI: NATURA

Le diverse fasi della concezione di natura nel pensiero leopardiano. Giacomo Leopardi, uno degli scrittori più importanti della letteratura italiana, inserisce nelle sue opere il proprio pensiero filosofico.


Egli crede che la natura dell’uomo è di essere destinato alla sofferenza; tuttavia, gli uomini non sono soliti riconoscere questa triste condizione, ma anzi scelgono deliberatamente di non pensarci: lo dimostra, nelle Operette morali, il dialogo fra il protagonista Tristano e un suo amico, in cui Tristano afferma che gli uomini “volendo vivere, conviene che credano la vita bella e pregevole; e tale la credono”.
La causa di questa condizione di infelicità, afferma Leopardi, è la Natura, intesa come materia incorruttibile ed eterna, che ha un proprio funzionamento meccanicistico di cui, ovviamente, l’uomo è costretto a seguire le leggi.

Saggio breve su Leopardi

CONCETTO DI NATURA IN LEOPARDI

La sua concezione di natura, però, non è la stessa in ogni opera, ma assume una diversa conformazione al maturare del pensiero filosofico di Leopardi.
Nelle sue prime opere, infatti, la natura non ha una connotazione tanto negativa quanto in quelle successive; ad esempio, nello Zibaldone, l’autore afferma che la natura è dispensatrice di illusioni, “senza cui la vita nostra sarebbe la più misera e barbara cosa”.

L’uomo moderno, però, è dominato dalla ragione, per cui non può beneficiare appieno delle illusioni; in questo senso, Leopardi afferma che gli uomini antichi sono stati i più felici, in quanto più vicini allo stato di natura, e questo ha permesso loro di formulare la vera poesia, a cui l’uomo moderno potrà tendere ma mai giungere.
Secondo lo studioso Sapegno, dopo questa prima fase Leopardi sottopone ad analisi il concetto di natura nella teoria di Rousseau, scoprendo che essa è illusoria, mitica e non razionale, per cui cambia la sua visione del mondo: la natura non ha creato gli uomini felici, ma è crudele e perseguita gli esseri viventi.

Leopardi e il concetto di infinito

SAGGIO BREVE LEOPARDI

Questo pensiero è il fulcro dell’operetta morale “Dialogo della Natura e di un islandese”, in cui il protagonista, un islandese che ha viaggiato in tutto il mondo per fuggire dalla natura, si ritrova al cospetto della Natura stessa, che ha l’aspetto di una donna imponente.
Egli dice di essere fuggito dapprima dagli altri uomini, poiché questi lo molestavano; una volta in solitudine, è costretto a patire i fenomeni naturali, per cui decide di partire alla ricerca di un luogo in cui, afferma, “potessi non offendendo non essere offeso, e non godendo non patire”.
Ma la Natura ribatte che il mondo non è creato a misura d’uomo, dato che esso è regolato da leggi necessarie a cui tutti i viventi devono sottostare, per cui la Natura non agisce né per il bene né per il male degli uomini, è completamente indifferente al loro destino.

Tema sul rapporto tra natura e uomo

LEOPARDI: NATURA MATRIGNA

A causa della risposta, l’islandese si chiede quale sia il senso della vita; il mondo è come una villa nella quale l’uomo è stato invitato a dimorare, ma che non offre alcuna comodità e mette a repentaglio la sua incolumità.
La risposta della Natura è nuovamente tagliente: l’universo è un circuito di creazione e distruzione, e nel suo attuarsi non si dà pena del turbamento a cui sono sottoposte le sue creature.
Alla fine dell’operetta, l’islandese non potrà conoscere il fine ultimo dell’esistenza, a causa di due leoni che porranno fine alla sua vita; l’ideale di Leopardi, dunque, è prettamente materialistico e lontano da ogni dottrina religiosa.
Il tema della “natura matrigna” è presente anche nel canto A Silvia, in cui essa inganna l’uomo promettendogli delle gioie che poi non elargisce.