Saggio breve sul Principe di Machiavelli

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Saggio breve artistico-letterario sul "Principe nuovo" di Niccolò Machiavelli (2 pagine formato doc)

SAGGIO BREVE PRINCIPE DI MACHIAVELLI

Ambito artistico-letterario, saggio breve. Argomento: Il principe “nuovo” per Machiavelli. Il “Principe”: un’opera che rispecchia la realtà. Nel “PrincipeMachiavelli delineò un modello da seguire per i regnanti della sua epoca. La figura da lui descritta è particolare, profondamente diversa da quella dei trattati umanistici del Rinascimento. Infatti l’autore propose l’immagine di un uomo senza scrupoli, teso a raggiungere i suoi obiettivi politici, non considerando alcuna norma etica. Secondo Machiavelli lo scopo di un principe era quello di mantenere saldo il suo potere sullo stato, ed egli doveva perseguire ciò a ogni costo. A mio avviso l’idea di scindere l’etica dalla politica ha radici ben più antiche del “Principe” machiavelliano. Essa era presente dalla fondazione di Roma, e persistette fino all’epoca di Machiavelli.

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SAGGIO BREVE MACHIAVELLI, PRINCIPE NUOVO

Infatti, è evidente come i politici romani perseguissero sempre il proprio utile, senza preoccuparsi di giudizi morali o rapporti affettivi.
Infatti, numerose congiure caratterizzarono la storia di Roma: pur di opporsi a un governo poco gradito, persino i figli erano pronti a pugnalare il proprio padre. A tal proposito, basta ricordare la morte di Cesare, tradito proprio dal figlio Bruto.
Un’altra vicenda da considerare è quella di Cicerone, condannato all’esilio. Egli confidava nell’aiuto di Augusto, dal momento che l’aveva sostenuto in precedenza per raggiungere il potere. Augusto, però, non tenne conto delle richieste di Cicerone, poiché riteneva svantaggioso concedergli un qualsiasi sostegno. Machiavelli, nel “Principe”, citò numerosi esempi di uomini dell’antica Roma, offrendo in tal modo dei modelli da seguire (“lezione delle antique”, “Principe”, Dedica) e da essi traspare come, in politica, fosse fondamentale agire senza scrupoli, poiché l’importante era ottenere il potere e avere la massima influenza sugli altri; l’etica, pertanto, era marginale.

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SAGGIO BREVE MACHIAVELLI E IL PRINCIPE

Inoltre, anche i contemporanei di Machiavelli agivano solo per il proprio interesse. L’autore lo dimostrò chiaramente nella sua opera, poiché era riuscito a condurre un’ “interpretazione razionale”, come sostiene G. Inglese (documento 4), della “verità effettuale della cosa” (“Principe”, cap. XV).
Nel I capitolo del “Principe”, ad esempio, Machiavelli citò Francesco Sforza, colui che aveva conquistato Milano grazie alle sue grandi doti militari. Quest’uomo fu degno di ammirazione per l’autore, dal momento che aveva dimostrato di possedere quelle virtù cui un principe doveva aspirare per mantenere saldamente il potere (documento 3). Francesco fu un brillante uomo politico, capace di agire senza scrupoli per il bene dello stato: l’etica per lui non aveva alcun’ importanza.

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IL PRINCIPE DI MACHIAVELLI: SAGGIO BREVE

Inoltre, Machiavelli, nel XXIV capitolo dell’opera, delineò i motivi che avevano portato l’Italia alla crisi della sua epoca: i principi erano stati ignavi. Essi si erano dedicati a loro stessi, preoccupandosi solamente di vantaggi personali e perdendo di vista il bene dello stato. Se l’autore denunciava un tale atteggiamento come deleterio per lo stato, anche in senso etico esso era disprezzato: i principi italiani, dunque, avevano agito male, giungendo alla rovina e attirando su di sé una cattiva reputazione. È evidente, pertanto, che in politica è stato sempre il vantaggio a guidare gli uomini, sia nell’antica Roma, sia nell’Italia di Machiavelli; l’etica è stata particolarmente irrilevante.

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SAGGIO BREVE SU MACHIAVELLI, IL PRINCIPE

Tuttavia, alcuni considerano nuova la figura del principe delineata dall’autore, in cui l’agire politico non segue le norme etiche.
In effetti, sia negli “specula principis” medioevali sia nei trattati umanistici del Rinascimento, opere volte ad offrire un modello di comportamento per i principi, emergeva l’immagine di un uomo virtuoso in senso morale. Machiavelli, dunque, scrisse in modo diverso: per lui il modello da seguire era quello di un uomo abile, astuto e forte, in grado di perseguire il bene dello stato senza preoccuparsi dell’etica. L’autore era ben consapevole che altri avevano scritto prima di lui su questa materia (“molti di questo hanno scritto”, “Principe” cap. XV) e temeva quasi di “essere tenuto presuntuoso” allontanandosi così tanto dall’usuale modo di trattarla.