Il saluto nel Dolce stil novo: saggio breve

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Saggio breve svolto sul saluto nel Dolce stil novo: spiegazione con esempi di poesie (4 pagine formato doc)

IL SALUTO NEL DOLCE STIL NOVO: SAGGIO BREVE

Il Saluto nelle poesie stilnoviste.

Dal 1270 a Bologna e a Firenze nacque una nuova corrente letteraria: il Dolce Stil Novo, chiamata così da un’espressione usata da Dante nel Purgatorio della Divina Commedia.
Nelle poesie stilnoviste uno dei temi più importanti è sicuramente quello del saluto: il momento finale in cui la donna dona il saluto al poeta.
Per questi poeti la donna è intermediario tra l'uomo e Dio ed era raffigurata come un angelo che porta salvezza.

Il saluto quindi aveva un valore altissimo quasi beatificante e divino per chi lo riceveva; era come una fonte di salvezza eterna; infatti salvezza e saluto derivano dalla stessa parola latina “salus”.
La donna, essendo rappresentata come una  praticamente, dava la grazia al poeta.

Il Dolce stil novo e autori: riassunto

IL SALUTO PER DANTE

Nelle opere stilnoviste a differenza di quelle cortesi il corteggiamento alla donna non esiste perché è stato sostituito dal nuovo rito del saluto.
Si può analizzare il concetto del saluto esaminando approfonditamente alcune poesie dei tre poeti principali del “Dolce Stil Novo”: Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti e Dante Alighieri.

LO SGUARDO NEL DOLCE STIL NOVO

Una delle poesie che ci fa capire meglio il significato del saluto è sicuramente “Io voglio del ver la mia donna laudare” di Guinizzelli.

Io voglio del ver la mia donna laudare
ed asembrarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch’è lassù bello a lei somiglio.

Verde river’ a lei rasembro e l’âre,
tutti color di fior’, giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.

Passa per via adorna, e sì gentile
ch’abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa ’l de nostra fé se non la crede;

e nolle pò apressare om che sia vile;
ancor ve dirò c’ha maggior vertute:
null’om pò mal pensar fin che la vede.

Nella terzine di questo sonetto possiamo trovare questo importante tema: qui il termine salute allude anche alla salvezza eterna; praticamente la donna nel salutare da salvezza al poeta. Spiega anche il potere miracoloso del saluto della donna su coloro che la incontrano.
Per Guinizzelli la donna toglie l’orgoglio alle persone che saluta e le converte.