La simbologia della rosa nella letteratura: saggio breve

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Saggio breve sulla simbologia della rosa nella letteratura: Catullo, Tasso e Marino (2 pagine formato doc)

SIMBOLOGIA DELLA ROSA NELLA LETTERATURA: SAGGIO BREVE

La simbologia della rosa: tra amore e seduzione.

La simbologia della rosa nella storia della letteratura è piuttosto ricorrente,tanto che già in Catullo (carme 62) troviamo l’allusione alla rosa come simbolo della purezza della fanciulla. Quest’ultima,infatti,è paragonata al fiore simbolo della passione amorosa nel momento del suo pieno splendore,quando cioè,conservata la sua castità,è bramata e desiderata da tutti. Ma il fascino della purezza viene meno quando ormai il fatto che sia stata raccolta e oltraggiata da qualcuno ne determina lo sfiorire.
Benché questa simbologia venga riutilizzata anche il epoche successive l’Ariosto,come spesso accade nella sua opera,si prende gioco di questa metaforica immagine tratteggiando l’immagine di un Sacripante quasi sull’orlo della follia al pensiero che qualcuno abbia potuto cogliere il fiore della sua dolce Angelica prima di lui,ma che,rassicurato falsamente dalla fanciulla,non esita al “dolce assalto”.

Catullo: opere, temi e pensiero

ROSA SIMBOLO

L’ironia ariostesca è tale da far pronunciare al personaggio un lungo monologo sull’esaltazione della purezza,di cui la rosa è simbolo,attuando un riuso dei termini catulliani nella descrizione della preziosità di questo fiore,protetto dalle spine,adorata dal sole e dalla riugiada;ma la conclusione dell’episodio con l’evidente ribaltamento della figura di Sacripante desacralizza anche la nobile purezza della rosa.
Questo processo trova il suo pieno compimento in Tasso,che nel celebre passo della descrizione del giardino di Armida,tra una rigogliosa vegetazione e in un’ambientazione che inneggia al godimento di ogni singolo istante,riprendendo l’ideologia tipicamente Romantica,ripropone nuovamente l’immagine della rosa come simbolo della passione amorosa,invitando Rinaldo,per mezzo del pappagallo,a cogliere la rosa e a godere dell’amore della maga. La fugacità a cui tutto è condannato porta l’autore a privare l’immagine della rosa di quella purezza che troviamo in Catullo,in Tasso diventa simbolo di passione, di carnalità,quasi di dissoluzione nel caso specifico del giardino di Armida.

LA ROSA NELLA LETTERATURA LATINA

Totalmente innovativo è l’uso della simbologia operato da Marino: nell’episodio del ferimento di Venere,infatti,la rosa non è più simbolo di passione,come per Tasso, o di purezza come era stato in Catullo; il fiore diviene simbolo di un amore puro,che non ha nulla di carnale,sbocciato tra una dea e un mortale per volere del Fato. La rosa viene quasi divinizzata,ad un fiore in grado di far nascere un amore Marino dedica un elogio privo di ogni tipo di allusione,diviene “Imperadrice”,accomuntata allo splendore del sole che ne è geloso. Emblematica è la rappresentazione delle spine: in Ariosto e in Catullo,con una visione forse volutamente maliziosa dell’amore,le spine sono viste come una protezione,una difesa alla purezza del fiore; Marino,al contrario,descrive le spine come un’elemento di nobiltà,una qualità che accresca la preziosità e la regalità del fiore (“di guardie pungenti armata schiera” v. 181).