Dalla stampa alla multimedialità: saggio breve

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Saggio breve sull'evoluzione dei mezzi di comunicazione e sul flop dell'eBook (2 pagine formato doc)

DALLA STAMPA ALLA MULTIMEDIALITA'

Dalla stampa alla multimedialità. In 550 anni l’uomo è passato dalle 200 copie della Bibbia a una disponibilità immediata di qualsiasi testo.

Un po' di storia. Risale al 1455 l’invenzione che ha permesso all’umanità di diffondere a tutti il proprio sapere. Proprio in quell’anno Johann Gutenberg diede vita a una vera e propria rivoluzione delle comunicazioni, un fatto che rappresentò una delle più radicali trasformazioni nella storia intellettuale della nostra civiltà: l’invenzione della stampa a caratteri mobili. Sono passati esattamente 550 anni, e le innovazioni sono state molte.
Si dovettero aspettare più di 300 anni per realizzare i primi quotidiani, a cavallo tra il settecento e l’ottocento. Ma la seconda era delle invenzioni tecnologiche inizia col telegrafo, continua con il telefono e si conclude con la radio: l’era della comunicazione immediata.

L'invenzione della stampa: riassunto breve

INTERNET E STAMPA A CONFRONTO

Invenzioni che non intaccano la natura simbolica dell’uomo**. Diciamo questo perché ciò accade nella terza fase dell’evoluzione tecnologica: quella della televisione. Che culmina con l’avvento recentissimo del computer e di internet, che permette di comunicare istantaneamente, anche visivamente con altre parti del mondo, magari con i cinesi, che in questo periodo vanno così tanto di moda (ma questa è un’altra storia…).
eBook: il flop. Attorno al 2000 molti avevano previsto che si sarebbe sicuramente verificata, con l’arrivo imminente dei libri multimediali, una seconda rivoluzione culturale. Questi libri multimediali sono chiamati eBook. Molti pronosticavano
Vengono riportate dalle fonti molte date diverse, ma è attorno a questi anni che viene stampata la Bibbia, primo libro realizzato da Gutemberg attraverso il nuovo sistema.

La stampa fascista e il giornale "Non mollare!"

SAGGIO BREVE SULLA STAMPA GUTENBERG

Come afferma Sartori nell’”Homo videns”. Egli critica profondamente l’avvento della televisione che riporta l’uomo sullo stesso piano degli animali, poiché viene ridotto alla sola attività dell’osservazione.
ormai certi che, giunti nel 2005, tutti avremmo letto al computer Dante e gli altri grandi del passato, e che questa sarebbe stata la modalità che avrebbe diffuso la cultura dopo Gutenberg. Dopo tutte queste rosee previsioni, a questo punto, possiamo parlare con soddisfazione di flop. Perché con soddisfazione? Perché studiare i classici su un libro facendo appunti personali a mano a lato, e portando il libro sempre con sé per leggere in momenti morti come sul treno, è ben diverso dallo studiare ad esempio “La Commedia” di Dante scorrendo le pagine con il mouse. E spesso la lettura è esercitata per diletto, magari sotto le coperte prima di andare a dormire, o sulla poltrona di fronte al focolare, non seduti su una sedia di fronte ad un monitor.