Tema su Agnese dei Promessi sposi

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Tema svolto che descrive la figura di Agnese dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni (1 pagine formato doc)

TEMA SU AGNESE DEI PROMESSI SPOSI

Tema.

Descrizione del personaggio di Agnese ne I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Agnese viene introdotta nel romanzo accanto a Lucia vestita da sposa, attraverso due successive qualificazioni che la definiscono compiutamente; dapprima viene detta semplicemente la madre di Lucia e in seguito è designata con il suo nome, unito all’aggettivo buona.    
Nel romanzo Agnese interpreta essenzialmente il ruolo di madre, in costante trepidazione per la sorte dei suoi due figli (ormai Renzo, orfano, è per lei un figlio come Lucia); subito dopo la presentazione, il narratore la mostra come “messa in sospetto e in curiosità” per il messaggio di Bettina a Lucia, e pronta a recare il suo aiuto.    

Fra Cristoforo: descrizione del carattere

CONFRONTO TRA AGNESE E LUCIA

La sua sostanza umana, al di là della reale bontà del suo cuore, non è molto profonda; dalle riflessioni di Lucia apprendiamo che essa è incline alle ciarle e al pettegolezzo e che comunque non saprebbe mantenere un segreto; dal consiglio dato a Renzo di esporre al dottor Azzeccagarbugli il suo problema comprendiamo che la sua vantata esperienza del mondo vale ben poco, se essa non riesce a percepire la comunanza di interessi tra il dottore e don Rodrigo.    
La grande manovra successiva ordita da Agnese, il matrimonio a sorpresa, rivela la sua tendenza all’accettazione dei compromessi e allo sconfinamento tra il lecito e l’illecito, secondo la logica mondana del suo tempo. Ancora, come aspetto limitativo della sua personalità, si può osservare una certa avarizia, che si mette in mostra nel rimprovero a Lucia per aver dato troppe noci a fra Galdino.
Ma, come osserva il narratore, a parte questi suoi difetti, Agnese “era gran buona donna, e si sarebbe, come si dice, buttata nel fuoco per quell’unica figlia”.    

Ritratto di Perpetua: tema

AGNESE: DESCRIZIONE DEL PERSONAGGIO

Nel lungo periodo in cui rimane lontana da Lucia, affidata alla tutela di donna Prassede, Agnese mette però in evidenza notevoli capacità di intraprendenza, di spigliatezza, di senso pratico; così al momento della calata dei lanzichenecchi essa prende la saggia decisione di rifugiarsi nel castello dell’innominato, ed è tanto avveduta da cercare la compagnia di don Abbondio, ben noto a quel signore, per farsi riconoscere.    
Di fronte all’innominato, come già prima di fronte al cardinale Federigo Borromeo, essa sa comportarsi con spontanea gentilezza, priva di qualsiasi servilismo, al ritorno a casa, sa accettare con rassegnazione le devastazioni dei lanzichenecchi e ringraziare Dio per la generosità dell’innominato che le permetterà di porvi rimedio.    
Ma non appena Renzo e Lucia si uniscono in matrimonio, Agnese ritrova la sua vera dimensione, quella di madre, ed esce dal romanzo, in compagnia dei nipotini.

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