Tema sull'amor cortese

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Tema che descrive i canoni dell'amor cortese presenti nel "De Amore" di Andrea Cappellano e i tratti dell'amor cortese cavalleresco che emergono nel Lancillotto di Chretien de Troyes. Tema svolto sull'amor cortese (2 pagine formato doc)

TEMA AMOR CORTESE: TRACCIA

Dopo aver parlato dell’amor cortese in generale, soffermati in particolare sugli aspetti più significativi di quella “religione dell’amore” che emerge dai testi a te noti tratti dal Lancillotto di Chretien de Troyes e dal De Amore di Andrea Cappellano

Amor cortese: riassunto

TEMA AMOR CORTESE: SIGNIFICATO

SVOLGIMENTO
La società cortese si sviluppò soprattutto nelle corti del Sud della Francia. La mentalità che si sviluppò in tali zone si diffuse in seguito anche nelle zone settentrionale del Paese, incontrandosi e fondendosi con la mentalità del luogo. In queste regioni era molto popolare il romanzo cavalleresco che, mescolandosi con l’ideale cortese, prese il nome di romanzo cortese-cavalleresco.
Chretien de Troyes, un grande esponente di questa corrente letteraria, era un chierico, vissuto alla corte di Maria de Champagne. Si pensa che fosse proprio grazie a questa donna, originaria del Sud della Francia, che la mentalità della società cortese si diffuse nel Nord, luogo dove risiedeva. Questo autore scrisse molte opere, fra cui Lancillotto o Il cavalier della carretta, di cui abbiamo letto una parte in classe. In questo brano si possono notare molto bene i caratteri fondamentali dell’amor cortese.

L'ideale cortese e cavalleresco: riassunto

AMOR CORTESE CAVALLERESCO

In breve, questo è quanto scrive de Troyes: Lancillotto era un cavaliere alla corte di re Artù. Era innamorato, e segretamente corrisposto, dalla moglie del suo re, Ginevra. Questa era stata rapita da Meleagant e in molti avevano cercato di salvarla. Anche Lancillotto era partito con questa intenzione e , per raggiungere la sua amata più velocemente, gli fu proposto da un uomo di salire sulla carretta. Questa carretta era il mezzo con il quale si coprivano di infamia gli assassini, i ladri, i perdenti a duello. Salire sulla carretta significava perdere ogni onore. Lancillotto, dopo aver esitato un poco, salì e raggiunse rapidamente Ginevra. Ma, prima di poterla liberare, dovette combattere contro Meleagant; la regina era nella torre e guardava il duello. Il cavaliere vinse e stava per uccidere l’avversario; ma Ginevra non volle e, dato che l’amante è sempre molto ubbidiente verso l’amata, lo risparmiò.
In questo tratto viene alla luce una prima caratteristica dell’amor cortese: l’ubbidienza dell’amante. Egli fa alla sua amata un vero e proprio “servizio d’amore”.

Lirica trobadorica e amor cortese: significato

AMOR CORTESE CAVALLERESCO: LANCILLOTTO

Lancillotto salì così da Ginevra, ma questa non lo volle neppure vedere. Questo perché egli aveva esitato prima di salire sulla carretta. Qui la regina esercitò fortemente il suo potere e si mostrò fredda e crudele nei confronti di Lancillotto, che si era coperto di infamia e aveva affrontato molti pericoli per salvarla. Alla fine però accettò di vederlo e di due amanti decisero di incontrarsi la notte seguente. Da questo punto in poi l’autore descrive la rappacificazione e l’amore tra i due.
L’amor cortese è quindi un amore adultero, che avviene al di fuori del matrimonio. A quel tempo, infatti, le unioni coniugali erano simili a dei contratti, da cui l’amore era escluso.
Normalmente l’amor cortese è un amore inappagato e quindi doloroso. In questo caso però Ginevra e Lancillotto riescono ad unirsi e l’amore viene soddisfatto.
In questo caso inoltre all’amore vengono attribuiti gesti e comportamenti propri della religione. Lancillotto infatti si inginocchia davanti alla sua amata e la adora come su un altare. Viene alla luce così il contrasto fra religione cristiana e amor cortese, inteso quasi come religione alternativa.
Per approfondire questa questione, abbiamo letto un brano di Andrea Cappellano, il maggiore teorico dell’amor cortese, tratto dal suo De Amore. Il cavalier Gualtieri stava fedelmente seguendo il suo signore. Dopo aver fatto riposare i cavalli in una radura, il cavaliere fu costretto a lasciare il corteo, perché il suo destriero si era allontanato molto rispetto agli altri. Incontrò così un altro corteo, alla testa del quale stava un signore ben vestito. Al suo seguito stavano tre gruppi di donne.

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