Le ultime lettere di Jacopo Ortis: tema svolto

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Analisi e spiegazione del romanzo epistolare di Ugo Foscolo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis, con riferimenti a quello di Goethe, "I dolori del giovane Werther". Tema svolto su Le ultime lettere di Jacopo Ortis (4 pagine formato doc)

LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: TEMA SVOLTO

Relazione su "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" con riferimenti a "I dolori del giovane Werther" di Goethe.

"Le ultime lettere di Jacopo Ortis" è un romanzo epistolare scritto da Ugo Foscolo agli inizi della sua carriera letteraria; il modello principale è, ovviamente, "I dolori del giovane Werther" di Goethe, a cui questa relazione fa riferimento nell’analizzare quest’opera, romantica e innovativa per quei tempi.
Possiamo considerare "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" e "I dolori del giovane Werther" due romanzi d’amore; entrambi i giovani si innamorano perdutamente di una ragazza, e vengono catturati da una passione che sconvolge nel profondo i loro animi. La donna amata è bellissima, dolce, e presenta agli occhi dell’innamorato tutte le migliori qualità della terra; quando è con lei il giovane tira fuori la parte migliore di sé, ispirato dalla bontà che viene emanata da lei (ciò richiama per certi aspetti la donna angelicata di Dante).

Le ultime lettere di Jacopo Ortis: analisi e spiegazione

ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: TEMI PRINCIPALI

Ma questo idillio si infrange ben presto: l’amata è irraggiungibile; Lotte ama profondamente il suo sposo Albert e vuole bene a Werther solo "come ad un fratello", mentre Teresa è promessa dal padre ad un ottimo partito, e pure amando Jacopo, deve piegarsi alle imposizioni di un matrimonio combinato, dettato dalle ingiuste leggi della società.

L’amore non si può realizzare mai perché non può essere ricambiato: è una passione a senso unico, e la consapevolezza di questa situazione getta il protagonista nel baratro della disperazione. Il suo risentimento, che si accresce progressivamente fino a diventare odio, si rivolge verso la società, che rovina gli individui con l’imposizione di ingiuste regole, e nemmeno il rivale ne viene risparmiato. Nel cuore del protagonista non vi è posto per nessun’altra donna, ed il dolore per questo amore impossibile non si attenua né con il tempo né con la lontananza, anzi aumenta sempre più, anche perché il protagonista si rende conto che non vi è possibile soluzione.

Le ultime lettere di Jacopo Ortis: riassunto dettagliato

LE ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS: SPIEGAZIONE

Contrariamente al Werther, in cui è presente solamente l’elemento amoroso, l’Ortis è un romanzo in cui il tema dell’amore si interseca continuamente con il tema della patria. Jacopo Ortis racconta nelle primissime lettere del romanzo di come sia stato costretto a lasciare Venezia, la sua città natale, a causa delle persecuzioni riservate ai patrioti italiani in seguito alla firma del Trattato di Campoformio (1797); come molti altri l’Ortis è amareggiato dal meschino comportamento di Napoleone che ha tradito di fatto gli italiani dopo avergli fatto credere che avrebbe unificato la loro patria, come si desume dalle seguenti parole: "Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia". Tuttavia, Jacopo Ortis non vuole lasciare l’Italia: "Aspetto tranquillamente la prigione e la morte. Il mio cadavere almeno non cadrà fra braccia straniere"; infatti è sommo piacere sapere che "le ossa mie fredde dormiranno sotto quel boschetto alloramai ricco e ombroso" piantato nel suo podere. Le sue lettere vengono intercettate, progetta di recarsi in Francia, ma non riesce a sopportare il pensiero di lasciare l’amata patria; le sue lettere traboccano di richiami agli italiani, affinché ricordino che "non si dee aspettare libertà dallo straniero" e servano sempre la loro patria ("se avete le braccia in catene, scrivete, scrivete a quelli che verranno, e che soli saranno degni d’udirvi, e forti da vendicarvi"), ma si rende progressivamente conto che la sua debole voce nulla può per cambiare il destino dell’Italia.

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