Uomini e no di Elio Vittorini: tema sulla figura di Berta

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Tema sulla figura di Berta del romanzo Uomini e no di Elio Vittorini (3 pagine formato doc)

UOMINI E NO: BERTA

Uomini e no di Elio Vittorini.

La figura di Berta.  La vicenda del romanzo “Uomini e no” di Elio Vittorini vede l’azione di alcuni personaggi molto importanti ai fini narrativi. Uno di questi è certamente Berta. Berta è una donna di tre anni più anziani del protagonista Enne 2, della quale Vittorini non descrive l’aspetto fisico; tra le righe del testo si può leggere che è una donna affascinante nonostante non sia di straordinaria bellezza.
Durante la guerra le circostanze la costringono a fuggire da Milano, poiché la sua casa era stata distrutta; ma dal momento che i cognati vi vivono ancora, ella usa spesso questo pretesto per tornare e far visita ad Enne 2, al quale è legata da un rapporto molto singolare. Il protagonista infatti dice di amarla profondamente ed è sicuro di conoscerla da quando è nata (e infatti richiama alla mente delle difficili fantasie riguardo alla loro infanzia dove però lei non riesce mai a riconoscerlo), sebbene lui sia più giovane di lei. Il loro amore è però un amore travagliato: ella infatti da dieci anni è legata ad un altro uomo, per il quale dice però di non provare la stessa attrazione e lo stesso sentimento che riesce a provare per Enne 2. Berta è un personaggio molto enigmatico e misterioso, e arriva dunque ad apparire  duplice: duplice nel carattere e duplice anche nel suo ruolo. Caratterialmente infatti inizialmente appare molto simile ad Enne 2: sembra essere molto decisa e grintosa nel portare avanti il grande sentimento provato verso Enne 2, e ogni volta si dichiara intenzionata a raccontare tutta la loro storia al marito.

Uomini e no di Elio Vittorini: trama, commento e analisi

UOMINI E NO: PERSONAGGI

Ogni volta se ne va con questa promessa, e ogni volta appare la sua debolezza: infatti non prenderà mai una scelta definitiva, e si lascerà sempre guidare dall’indecisione. Berta vive quindi un dramma: il dramma del perenne conflitto tra razionalità e rassegnazione, che diventa quindi indecisione, e questa sua decisione porterà Enne 2 ad un punto di disperazione tale da commettere praticamente un suicidio.
La sua duplicità si rivela anche nel suo ruolo all’interno del romanzo: ella infatti incarna l’ideale di “liberazione” in due sfere, quella del privato e quella dell’universale. Nel privato infatti è strettamente legata ad Enne 2, il quale cerca, facendo leva sul loro reciproco sentimento, di liberarla dal marito, che per lei appare quasi come un peso e un ostacolo alla sua realizzazione di donna felice: la lotta qui assume in senso individuale. Nella sfera universale Berta è invece il simbolo della lotta per la liberazione dell’umanità, e per il conseguente raggiungimento della felicità. “Berta chiese al vecchio che cosa intendesse dire, e il vecchio disse che intendeva dire quello per cui accadeva ogni cosa, e per cui si moriva, disse, anche se non si combatteva. “La liberazione?” disse Berta.