Confronto Capinera e Monaca di Monza

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tema sul confronto tra la personalità di Gertrude, la monaca di Monza (celebre personaggio manzoniano) e Maria, protagonista della novella verghiana "Storia di una Capinera" (2 pagine formato doc)

CONFRONTO CAPINERA E MONACA DI MONZA: TEMA

La monaca di Monza e Maria de "Storia di una capinera" - Confronto tra Gertrude e Maria, soffermandosi sui punti:
• Rapporto con il padre
• Rapporto con dio e la fede
• Rapporto con il convento
• Rapporto con il mondo esterno
• Sentimento dell'amore 
E' possibile proporre un confronto tra la Monaca di Monza manzoniana e Maria, la protagonista del romanzo “Storia di una capinera” di Verga
Entrambe le donne sono succubi di una società in cui la figura paterna esercita il proprio volere determinando la vita dei figli che non hanno, così, la possibilità scegliere il proprio futuro.
Destinate, dunque, ad una vocazione obbligata, le novizie si allontanano dal convento per un periodo prima di prendere i voti.

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CONFRONTO TRA STORIA DI UNA CAPINERA E MONACA DI MONZA

Gertrude perchè la formazione da monaca consisteva anche nel dover trascorrere un mese presso la casa paterna prima di intraprendere la vita di clausura e Maria, invece, si era trovata costretta a rifugiarsi nella tenuta familiare in campagna sul Monte Ilice dal momento che a Catania era scoppiata un'epidemia di colera.
Maria ama suo padre con tenerezza sebbene arrivi a conoscerlo con confidenza solo quando, all'età di vent'anni, torna presso la casa natia. La ragazza capisce come il “babbo” ami di più la figliastra Giuditta, a cui dona tutto il proprio affetto; ma, nonostante questo, trova conforto nell'avere accanto il suo “vecchio” quando passeggia nel bosco e ama la premura con la quale egli le si rivolge, preoccupandosi di non rimproverarla in modo tale che si possa svagare. Condividendo la vita domestica con il genitore, Maria se ne affeziona nonostante tra i due ci sia sempre una sorta di imbarazzo e, contemporaneamente, da parte della ragazza, la ricerca di protezione in ogni suo sguardo e gesto.

Storia di una capinera di Verga: analisi romanzo


CONFRONTO TRA STORIA DI UNA CAPINERA E GERTRUDE

Quando, però, Maria è costretta a tornare in convento, logorata dal suo dissidio interiore, il padre ignora la sofferenza della figlia, a causa della sua cecità. Il padre della monaca di Monza, invece, incarna perfettamente l'immagine del nobile secentesco, padre dispotico che tramanda l'intero patrimonio al figlio primogenito, secondo la regola del maggiorascato, mentre agli altri riserva un destino di clausura. L'uomo sottopone perciò Gertrude ad una pressione psicologica tale da renderla incapace di reagire; le bambole raffiguranti suore e le continue allusioni al futuro in convento segnano l'infanzia della ragazza. Questi gesti non fanno altro che far leva sui sentimenti infantili: il desiderio di compiacere i propri genitori, l'ossequio che si riserva nei loro confronti, il timore di errare. Anche dopo aver trovato il coraggio di opporsi ad un destino che non accetta, Gertrude è ancora una volta costretta a mettere a tacere i propri sentimenti lasciando che il padre prevarichi infondendole ansia penosa ed incertezza. Manzoni rende esplicita la spietatezza del personaggio e la divergenza tra il principe e il padre nell'inciso: “Non ci regge il cuore di dargli in questo momento il titolo di padre”.