Dante: uomo del suo tempo

Appunto inviato da swamplie
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Un testo argomentativo che dimostra come Dante sia davvero un figlio del suo tempo. La cultura, le credenze, le convinzioni del medioevo si riflettono nelle sue opere: la Commedia, il De vulgari elequentia, il De monarchia, il Convivio (2 pagine formato doc)

Dante viene definito da molti “uomo del suo tempo”.
Sono tanti, infatti, gli aspetti del mondo medievale che possiamo ritrovare nelle sue opere e che affermano, quindi, questa tesi.
Un primo importante elemento da considerare è il sistema che organizzava tutto lo scibile umano: la scolastica. Il modo in cui una società organizza la sua vita materiale e sociale si riflette sul modo in cui i membri di quella società pensano e rappresentano la realtà. Durante il Medioevo, in cui prevaleva un’economia chiusa e una gerarchia fissa, la visione della realtà era statica e immobile.
 
 
Tutto si riconduceva a Dio.
Di conseguenza anche tutto il sapere doveva tendere a un sistema unitario, che comprendesse tutte le conoscenze, doveva essere cioè enciclopedico. E la cultura di Dante è proprio di tipo enciclopedico. Ritroviamo nelle sue opere conoscenze non soltanto letterarie e filosofiche, ma anche storiche, geografiche, mitologiche, astronomiche, astrologiche e scientifiche.
L’opera di Dante che comprende tutto lo scibile umano è il “Convivio”. Fondato sull’ipse dixit e sulla scolastica, il Convivio è quell’opera dottrinaria scritta in volgare in cui Dante ci fornisce una sintesi della sua esperienza intellettuale e delle conoscenze scientifiche contemporanee. 
 
 
Al centro dell’insegnamento medievale vi erano le arti liberali, chiamate così perché degne dell’uomo libero. Esse si dividevano in arti del Trivio, discipline di tipo letterario e filosofico, e del Quadrivio, di tipo scientifico. Naturalmente il concetto di scienza nel Medioevo era diverso da quello attuale. La matematica e l’astronomia erano basate su una visione mistico-simbolica della realtà.
 
La matematica tendeva a scoprire le proprietà mistiche dei numeri. Ritroviamo una concezione simile nella Commedia, in cui compare continuamente il numero tre. L’astronomia coincideva con l’astrologia, lo studio dell’influenza degli astri sulla vita terrena. E anche nella Commedia abbiamo esempi che si riferiscono a questa disciplina.