Machiavelli e le qualità dei Principi.

Appunto inviato da kallikratida
/5

"Tema riguardante le virtù che si addicono o meno ad un Principe che voglia ben governare lo stato"- estratto dal PRINCIPE DI MACHIAVELLI (2 pagine formato doc)

“MACHIAVELLI E LE QUALITA' CHE SI CONVENGONO AD UN PRINCIPE” Analisi del testo: BRANO TRATTO DA : ”IL PRINCIPE” DI MACHIAVELLI “Le qualità che rendono gli uomini e soprattutto i principi degni di lode o biasimo”: Questo è il titolo del brano in cui il Machiavelli spiega quali siano le qualità che si addicono o no al Principe.
All'inizio del passo troviamo innanzitutto l'argomento che egli vuole trattare: “in qual modo un principe debba comportarsi con i sudditi e con gli amici”. In seguito abbiamo lo scopo di tale argomento: “scrivere qualcosa di utile per chi vuol capire”,ma, “seguendo la verità piuttosto che le fantasie”. In queste parole risiede una sorta di dritta nei confronti di chi, prima di lui, aveva cercato di spiegare come “avrebbe dovuto” essere e non come “doveva” essere un sovrano.
Ciò comportava una visione utopistica dello stato, ma non affrontava il problema nella realtà attuale,che è invece lo scopo stesso del Machiavelli indicatoci nel brano. Inoltre l'avversione nei confronti di uno stile di scrittura che invece di ricalcare la realtà, la mascherava con esornazioni e abbellimenti, è rintracciabile anche nel brano della dedica a Lorenzo di Piero De' Medici, in cui ci spiega che il suo stile, ma in generale il suo trattato, non era un semplice elogio andava tessendo le lodi dei Medici, pieno di quelle pleonastiche esornazioni, ma era un dono, secondo lo stesso machiavelli, che valeva più di qualsiasi ornamento: la sua esperienza politica. Ritornando al brano, dopo averci parlato dello scopo di questo componimento, egli dice che “è necessario che un principe, per restare al potere, impari a poter essere non buono, e a seguire o non seguire questa regola, secondo le necessità”. Questa capacità di imparare ad essere buono o non buono, a seconda delle necessità, è molto vicina al principio della discrezione, del Guicciardini. In seguito, nel brano, ci fa una sorta di catalogo delle possibili qualità attribuibili ai principi:” C'è chi viene considerato munifico, e chi misero; qualcuno è ritenuto capace di donare, qualche altro rapace; qualcuno crudele, qualche altro pietoso” Poi abbiamo un'ammissione da parte dell'autore, secondo cui, non è possibile per i principi, possedere tutte le qualità ritenute buone”perché la condizione umana non lo consente”. Qui, allora, entrano in gioco le due caratteristiche fondamentali che deve avere un principe: deve essere golpe et lione, volpe e leone. Quando serve deve essere furbo e astuto come una volpe, e crudele e coraggioso come un leone, solo in tal modo infatti può indirizzare la fortuna (come destino) a vantaggio dello stato e vincerla attraverso la virtù. Alla fine del brano troviamo una massima da parte del Machiavelli, il quale ci dice che:“Tutto considerato, ci sono qualità aventi l'apparenza di virtù, che conducono il principe alla rovina, e qualità