Diversità ed esclusione sociale in Verga: saggio breve

Appunto inviato da valeriaornello
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Saggio breve su Verga: l'esclusione sociale e la diversità nella raccolta "Vita dei campi" (3 pagine formato doc)

ESCLUSIONE SOCIALE VERGA

L’esclusione sociale e del diverso in Vita dei campi. Materialismo, pessimismo, determinismo, impersonalità, straniamento e regressione: ecco alcuni dei termini che ogni studente è pronto a citare in un’interrogazione su Verga; e non c’è dubbio che essi ben descrivano l’opera del celebre narratore verista.


Ciò che non va dimenticato, però, è che dietro il metodo verghiano non ci sono solo tali postulati filosofici e letterari, ma anche una precisa crisi storica, che porta l’autore a un processo di identificazione con gli emarginati.
Ciò accade per un duplice motivo: innanzitutto, Verga appartiene al ceto della borghesia agraria, che nell’Ottocento rimane escluso dal processo di industrializzazione e perciò relegato ai margini del progresso; in secondo luogo, egli si identifica con quella generazione che, formatasi in ambito romantico, vive la delusione dell’Italia postunitaria, soprattutto per il Meridione.

Saggio breve su Verga

VERGA E LA DIVERSITA'

Dal punto di vista letterario, questa condizione ha offerto allo scrittore una posizione privilegiata, permettendogli di “servirsi della propria esclusione come di un punto di osservazione da cui muovere per scoprire il meccanismo dell’emarginazione e dell’oppressione” .

Ed è così che, nella raccolta Vita dei campi, edita nel 1880, circa due anni dopo la “conversione” al Verismo (al quale Verga appare già votato in alcune opere precedenti), incontriamo personaggi quali Rosso Malpelo e la Lupa. Entrambi sono rappresentazione del diverso, di chi è escluso dalla società, testimonianza che l’emarginazione non ha età.

In entrambi i racconti esiste uno scarto tra il punto di vista del narratore, che si identifica con la comunità che tende ad emarginare, e quello dell’autore.

Quest’ultimo, per quanto risulti “eclissato”, implicito, è però presente.

Tema sull'emarginazione

SAGGIO BREVE SU VERGA

Questo appare evidente soprattutto per il personaggio di Rosso Malpelo, il cui racconto inizia così: “Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo […]”. La sua diversità viene presentata come un dato oggettivo: apparentemente, chi scrive è d’accordo con la tesi per cui il ragazzo è cattivo; ma ciò che Verga vuol far capire è l’esatto opposto, e cioè che ad essere cattiva è quella comunità che maltratta il ragazzo e di cui fa parte il narratore.
L’analisi di Verga mette in luce anche le conseguenza più terribile dell’emarginazione e del pregiudizio: la sua accettazione da parte dell’escluso stesso. Accade infatti che Rosso Malpelo, evitato da tutti come una bestia, finisca per adattarsi al suo ruolo di capro espiatorio, emarginandosi proprio come un animale: “[…] egli andava a rincantucciarsi col suo corbello fra le gambe, per rosicchiarsi quel suo pane di otto giorni, come fanno le bestie sue pari”.