Il simbolismo pascoliano

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Il poeta utilizzò la poesia come strumento necessario per intendere il mondo e tutti i suoi veli, perché solo l’arte poetica possedeva la facoltà di scorgere oltre la cognizione razionale (2 pagine formato zip)

 Simbolismo  Pascoliano
Pascoli visse con la convinzione che la realtà mascherasse sempre un’ essenza segreta che non poteva essere svelata con sistemi scientifici.
Il suo rapporto con il mondo fu, dunque, turbolento e ansioso, caratterizzato dalla continua ricerca del mistero: per tutto questo Pascoli fu definito uno dei maggiori esponenti del Decadentismo italiano.
 
 
Il poeta utilizzò la poesia come strumento necessario per intendere il mondo e tutti i suoi veli, perché solo l’arte poetica possedeva la facoltà di scorgere oltre la cognizione razionale. Altro aspetto importante di Giovanni Pascoli è l’uso particolare del simbolismo.
Egli infatti approdò ad una realtà simboleggiata che si basava su un caratteristico rapporto simbolo/referente (ad esempio, nel singolare madrigale Lavandare, l’aratro “dimenticato” fa emergere l’idea di abbandono). Il “nido” domestico costituisce uno dei simboli più importanti dell’opera del nostro poeta. Egli visse come un pericolo costante tutto ciò che stava al di fuori del nido adorato e per questo decise di vivere con le sorelle, alle quali era legato da un morboso rapporto di amore/gelosia. 
 
Poeta simbolista che rompe gli schemi metrici tradizionali (forme chiuse e regolari) tramite novità nella disposizione degli accenti, della punteggiatura, delle rime o unendo forme metriche diverse. 
Pascoli utilizza un nuovo linguaggio basato su un uso diverso della sintassi, con  molte proposizioni esclamative o interrogative, molte figure di suono come l’assonanza, le onomatopee ed effetti fonosimbolici (attribuisce una carica simbolica ai suoni delle parole).