Il pensiero politico di Manzoni

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Le riflessioni sulla formazione del pensiero politico di Alessandro Manzoni (5 pagine formato doc)

ALESSANDRO MANZONI: PENSIERO

Il pensiero politico di Alessandro Manzoni.

Studiando il grande Manzoni, è possibile constatare come il suo pensiero politico sia enormemente influenzato dal periodo storico in cui si estende la sua vita, un periodo caratterizzato dalla Rivoluzione francese, che diffonde principi oggi universalmente riconosciuti quali la libertà, la fratellanza e l’uguaglianza (libertè, egalitè, fraternitè), che da subito fecero proseliti dapprima nella società francese, poi in tutta quella europea.
La lunga vita di Manzoni è dunque influenzata da avvenimenti storici che segneranno profondamente il volto stesso della propria patria, l’Italia, fino all’unificazione della stessa. Egli è così riconoscibile come il principale testimone dei cambiamenti più significativi sotto il profilo politico, che ancora oggi caratterizzano la storia e la quotidianità della penisola.
L’interesse del Manzoni per la politica si manifesta tra il 1801 e il 1805 (con la poesia “il trionfo della libertà”), anche se non prenderà mai direttamente parte ai suoi avvenimenti: nel 1849 viene eletto deputato del collegio di Arona in Piemonte, ma rifiuta tale nomina poiché non si considera adatto per la politica; nel 1861 viene poi nominato senatore da Vittorio Emanuele II, incarico che lo porterà in giro per l’Italia alla ricerca del consenso popolare. Nel 1872 viene infine nominato cittadino onorario di Roma.

ALESSANDRO MANZONI: PENSIERO POLITICO

Manzoni rivolge attenzione particolare agli avvenimenti della rivoluzione francese, poiché sostiene come questo grande evento storico possa influire sulla situazione italiana, diffondendo l’idea della necessità d’ unificazione e d’indipendenza. Ecco dunque emergere la figura del grande pensatore, difensore del “liberalismo” ,animato da un grande senso di patria. Manzoni sostiene che per la costruzione di un paese unitario sono fondamentali i concetti di “Dio, Patria e Famiglia”. E proprio l’aspirazione verso un’italia unita libera e indipendente collocano il Poeta nel filone del liberalismo, ideale espandibile anche all’ambito religioso. Lo stesso Benedetto Croce lo riconosce come il “capo della scuola cattolico-liberale”, espressione che individua “l’orientamento politico dei cattolici che avevano condiviso  il programma di unità e di indipendenza del risorgimento italiano sulla base di una mera “recezione”dei principi politici del liberalismo” . Manzoni stesso si dichiarerà poi un liberale.

Il pensiero di Alessandro Manzoni: riassunto

ALESSANDRO MANZONI: PENSIERO E POETICA

D'altronde fu proprio la rivoluzione francese a diffondere gli ideali d’egalitè, fraternitè e libertè, rifiutando così ogni forma di violenza perché considerata un ostacolo alla concretizzazione di tali principi; e i principi cristiani sono d’aiuto a tale obbiettivo, poiché solo con la loro applicazione è possibile creare una società giusta e libera, con particolare riguardo ai più deboli. Quella dell’unità politica della penisola è però, come definita dal Manzoni stesso, una “bella utopia”: il poeta afferma che lo stato rappresenta l’unione territoriale e politica di un paese, la cui “forza” si evidenzia nella sua organizzazione militare e civile; unione che viene però ostacolata dalla presenza dello “straniero”, termine con il quale viene classificata la presenza asburgica in territorio italiano.