L'età dell'oro

Appunto inviato da lucacont
/5

Relazione sul concetto dell'Età dell'Oro in tutte le epoche e i relativi autori (Esiodo, Lucrezio, Ovidio, Virgilio, Tasso) (2 pagine formato doc)

L'età dell'oro è un tempo mitico in cui regnavano felicità, tranquillità e abbondanza.


Essa fu ideata per prima dal poeta greco Esiodo che la descriveva ne "Le Opere e i giorni" come il periodo di "un aurea stirpe di uomini mortali" dai quali discesero gli dei che vivono sull'Olimpo. Gli uomini vivevano in pace, liberi da ogni fatica e al riparo da ogni pericolo, nutriti dalla generosa terra che procurava loro ciò di cui avevano bisogno. Il furto del fuoco ad opera di Prometeo segnò la caduta dell'uomo; alla aurea aetas seguì così una lenta e progressiva corruzione della storia e dell'umanità nelle quattro ere successive: dell'argento, del bronzo, degli eroi e del ferro.

Questo mito poetico viene poi ripreso da vari autori dell'antica Roma, per esempio da Lucrezio, che la rifiuta in quanto essa rappresentava un decadimento e un regresso dell'umanità a partire da una condizione edenica primitiva, a causa dell'abbandono degli uomini da parte degli dei. Lucrezio, confrontando gli uomini delle origini con i suoi contemporanei rileva i vantaggi di allora (maggiore vigoria fisica, facilità di procurarsi i mezzi di sussistenza, inesistenza dei pericoli della guerra e della navigazione), ma anche gli svantaggi (difficoltà di difendersi dalle aggressioni delle fiere, incapacità di trovare rimedi alle ferite e alle malattie); inoltre presenta quell'umanità ancora

immersa nelle tenebre dell'ignoranza: solo al termine di un lunghissimo cammino la ragione sarebbe pervenuta, con Epicuro, alla scoperta della verità.
Non vi è quindi nessun rimpianto o nostalgia per la condizione primitiva, e del resto mancano del tutto nella descrizione lucreziana tratti caratteristici dell'età dell'oro come la piena armonia con una natura amica e la pace fra le varie specie animali. Non sarebbe corretto però neppure considerare Lucrezio un entusiastico assertore del progresso, un anticipatore di posizioni illuministiche o evoluzionistiche in senso moderno. .