Le caratteristiche del poema del barocco e l'evoluzione del poema epico da Tasso a Marino

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Caratteristiche ed evoluzione del poema epico da Tasso a Marino (2 pagine formato docx)

POEMA EPICO

Le caratteristiche essenziali del poema del Barocco e l’evoluzione del poema epico da Tasso a Marino.

Già con il Tasso si andava a sgretolare quello che era il sistema di canoni letterari che avevano imperato durante l’Umanesimo e soprattutto il Rinascimento.
Egli, infatti, accoglieva il modello del poema tradizionale e si prefiggeva, quindi,  di conferire unità strutturale e stilistica al suo poema, ma, nonostante rifiutasse il modello del poema cavalleresco, poiché intriso di molteplicità nelle azioni e di elementi, come il pluralismo, l’edonismo, l’individualismo, nel suo poema sono presenti elementi idilliaci e voluttuosi e forze centrifughe, rappresentati dall’allontanamento dei personaggi da quello che era il loro scopo (conquista del Sacro Sepolcro) per far spazio, invece, ai desideri individuali, che stanno già a significare una frantumazione di quella che è la tradizione “classicistica”.

I generi letterari del cinquecento

POEMA EPICO CAVALLERESCO

Durante il Barocco, sulla base della “Gerusalemme liberata” si ispirarono in particolare Francesco Bracciolini e Girolamo Graziani, che, anche se non del tutto, cominciano a dare i primi segni più evidenti di decadenza del modello di Tasso.
Anche con Alessandro Tassoni, che si discosta totalmente dai due precedenti, lo sgretolamento non è totale, poiché egli dà sì vita ad un nuovo genere di poema, ovvero quello “eroicomico”, in cui sussiste ancora la narrazione epica, rappresentata dall’intreccio delle azioni, ma con l’eccezione che alla celebrazione dei valori epico-cavallereschi, si sostituiscono elementi parodici.
Lo sgretolamento totale si ha con G.

B. Marino, il cui poema, chiamato tale solo perché ancora scritto in ottave, perde ogni legame con quello della tradizione ed è ricco di descrizioni minuziose e metafore di ispirazione mitologica desunte dal repertorio “classico” del passato.

POEMA EPICO, TASSO

Dal punto di vista della materia, possiamo notare la rigidità dell’argomento di Tasso, la cui attenzione si focalizza esclusivamente, e durante tutto il poema, sulla conquista del Santo Sepolcro; anche Tassoni fa riferimento ad un episodio storicamente accaduto, ovvero il conflitto tra Modena e Bologna, ma aggiunge elementi comico-realistici e parodici, come si può ravvisare nel fatto che il rapimento della secchia, fatto realmente accaduto, ma dopo il conflitto, diviene la causa che fa nascere lo scontro, mentre episodi accaduti prima di questo conflitto vengono “rovesciati” alla fine delle vicende.
Nell’Adone di Marino, invece, troviamo una materia di stampo mitologico, ovvero l’amore tra Venere e Adone, caratterizzato dall’inserimento di digressioni, anche più ampie delle stesse vicende, di inserzioni descrittive e narrazioni secondarie.
Dal punto di vista strutturale, il poema di Tasso tende all’unità, messa però in pericolo da quelle che sono le forze centrifughe, caratterizzate da elementi che andavano contro i canoni controriformistici, ovvero l’edonismo, il pluralismo, l’individualismo, l’esaltazione dell’uomo.
Il Tassoni, rispetto al Marino, come vedremo, è quello che più si avvicina al poema di Tasso: egli riprende le strutture letterarie, ricavandole dai modelli epici del passato, ma consacrando quelli che sono i temi cavallereschi, sostituendoli con elementi parodici (es. rovesciamento dei fatti storici).