Intervista a Dante Alighieri

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Intervista immaginaria a Dante Alighieri (2 pagine formato doc)

TESTO INTERVISTA A DANTE ALIGHIERI

Intervista impossibile a Dante Alighieri Paradiso- Dante ci ha concesso una sua intervista in esclusiva.

È un grande onore, solo a tre uomini prima di noi è stato concesso di compiere un viaggio nell'oltretomba: Enea, San Paolo e Dante. Ecco, Dante ci ha riconosciuto e ci viene incontro. È vestito di rosso, la corona di alloro c'è, il naso anche. È pallido. Ci saluta calorosamente. Ci fa accomodare su una nuvoletta. AH! È inconsistente! È scomodissima, ma come fa Dante a starci seduto così comodamente? Buongiorno signor Durante, è un grande onore conoscerla. Non sa quanti ragazzi costretti a studiare la sua vita e le sue opere avrebbero voglia di essere qui per vedere se è realmente come appare sui libri.

Convivio: significato dell'opera

DOMANDE DA FARE A DANTE ALIGHIERI

Ecco, quello che incuriosisce di più è certamente il suo naso… Si, sono proprio come mi avete visto sui libri, anche se ora sono un po' meno materiale e un po' più pallido.

Ma chiamami Dante, anzi dammi pure de tu. Come fai a parlare così bene l'italiano moderno? Se avessi letto più attentamente il DE VULGARI ELOQUENTIA sapresti che io sono il padre della lingua italiana. E poi qui giungono in continuazione tuoi contemporanei, così conosco molte delle lingue da voi mortali laggiù parlate. Proprio pochi minuti è arrivato un ragazzino che mi stava insegnando gli ultimi neologismi. Se preferisci posso parlare anche in volgare, o in latino, ma anche in inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, creolo, polinesiano…

Convivio: tematiche dell'opera

INTERVISTA A DANTE ALIGHIERI

No, no, va bene così. A quanto pare i rapporti con i nostri contemporanei sono ottimi, ma come erano quelli con gli uomini del tuo tempo? Bhe, quelli a dire il vero non erano molto positivi. Infatti (lo sapresti se avessi studiato la mia biografia al liceo…), sono stato esiliato. I miei contemporanei non sono stati in grado di capire il mio impegno per la crescita della società. In non avevo interessi politici, ma il mio unico fine era il raggiungimento di una società ideale, in cui non ci fossero lotte per il raggiungimento del potere, questo è proprio l'argomento del primo trattato del DE MONARCHIA.

DANTE ALIGHIERI OPERE

A distanza di qualche secolo riesco a vedere le cose con maggiore distacco(sai, ho avuto un po' di tempo per riflettere), quindi capisco che probabilmente senza l'esilio, che per me è stato fonte di grandi sofferenze, non sarei riuscito certamente a comporre le opere posteriori ad esso. Anche per la morte di Beatrice ho patito grandi sofferenze, ma proprio questa sofferenza mi ha portato a un desiderio di conoscenza che mi ha permesso di scrivere il CONVIVIO, e poi la COMMEDIA. È come se ci fosse stato un disegno divino che mi ha portato a fare quello che ho fatto. È come quello che avvenne durante l'Impero romano. I Romani, infatti, conquistarono terre e sottomisero popoli non per la loro avidità -come io stesso un tempo pensavo-, ma per adempiere ad un disegno divino, secondo il quale alla nascita di Cristo il mondo sarebbe dovuto essere unificato sotto un solo impero, nel quale avrebbe d