L'Emilio di Rousseau

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Elaborato sul romanzo pedagogico diviso in quattro parti corrispondenti alle quattro fasi fondamentali della vita del giovane considerate da Rousseau (4 pagine formato doc)

Rousseau, filosofo e pedagogo ginevrino, nei suoi scritti mette sempre in evidenza il principio del contrasto tra natura e società, così come accade anche nella suo romanzo pedagogico "Emilio".


1.Rousseau parte dal presupposto che la società corrompe la bontà originaria della natura umana, e,di conseguenza, anche quella dell'educazione. La sua concezione pedagogica è quindi quella di un'educazione che si configuri nei termini di uno sviluppo secondo natura, in quanto la natura designa l'insieme delle facoltà e delle capacità del soggetto prima che esse siano state corrotte.

Rousseau scrive:" ciascuno di noi è dunque formato da tre specie di maestri". Il maestro deve però lasciare che l'allievo compia da solo le sue esperienze. Questa educazione viene definita da Rousseau anche come educazione negativa, nel senso che l'educatore deve impedire che qualcosa sia fatto, educazione negativa significa quindi rifiuto di ogni intervento non tempestivo del maestro,a favore della crescita naturale del soggetto e dei suoi bisogni.

Secondo il ginevrino il bambino è già discepolo non del precettore, bensì della natura. L'educatore quindi è al servizio di quest'ultima e deve cercare di mantenere lontana dal bambino qualsiasi forma di corruzione e di contaminazione

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