Rousseau e la pedagogia nell'Emilio: tema

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Tema svolto su Rousseau e la pedagogia nell'Emilio. In educazione - afferma Rousseau - fate il contrario di quello che si fa solitamente e farete quasi sempre bene. Individua i motivi che portano Rousseau a fare questa affermazione e riferisci qualche esempio tratto dall'Emilio (1 pagine formato doc)

ROUSSEAU EMILIO

In educazione – afferma Rousseau – “fate il contrario di quello che si fa solitamente e farete quasi sempre bene”.

Individua i motivi che portano Rousseau a fare questa affermazione e riferisci qualche esempio tratto dall’Emilio.
Rousseau, filosofo e pedagogo ginevrino, nei suoi scritti mette sempre in evidenza il principio del contrasto tra natura e società, come accade anche nell’Emilio, lavoro pedagogico fondamentale che ci fa capire a pieno gli ideali dell’autore.
La società distorce e corrompe la bontà originaria della natura umana, servendosi di questo scopo anche di erronee e nocive forme d’educazione.
Rousseau afferma fin dalle prime pagine dell’Emilio:
“Fate il contrario di quello che fate solitamente e farete quasi sempre bene”.
Una frase di grande rilevanza culturale, in quanto propone l’abbandono dell’educazione precedente e l’introduzione di un’educazione negativa, ossia legata a tre maestri fondamentali:
1.    Rispetto della natura personale di ogni individuo;
2.    Rispetto degli altri;
3.    Rispetto delle cose che circondano l’individuo.
infatti in questo progetto non ci sono libri, programmi, orari e regole.

L'Emilio di Rousseau: riassunto e commento

ROUSSEAU: PEDAGOGIA

L’educazione tradizionale ignorava una fase dell’infanzia di cui Rousseau, al contrario se ne avvalse pienamente: il bambino fin dalla nascita deve essere tolto dalle cure materne e gli deve essere impartita un’educazione di apprendimento e di interazione con l’ambiente.
Quando un bambino piange, come spesso accade, si cerca di capirne la ragione e si cerca in tutti i modi di farlo smettere, in questo modo non facciamo altro che condizionarlo, stravolgendogli la sua natura: si dovrebbe al contrario lasciarlo in quello stato, fino a quando da solo, non trova una soluzione al suo problema, come ad esempio raggiungere da solo l’oggetto che non riusciva a trovare, senza che sia l’adulto a prenderglielo.
Nel secondo libro, la seconda infanzia che dura dai 3 ai 12 anni, Rousseau evidenzia che il vizio dell’adulto è quello di continuare tutto il giorno a cercare di insegnare qualcosa al bambino, il precettore al contrario non deve dare ordini perché gli ordini dati dalla natura sono migliori di quelli dati dagli uomini.
E’ anche impossibile ragionare con un bambino perché la ragione è l’ultima facoltà che si acquisisce, tentare di ragionare con lui vuol dire considerarlo un piccolo uomo.

ROUSSEAU: RIASSUNTO DELL'EMILIO

Nel terzo libro, l’adolescenza, Rousseau fa notare che in questo periodo la mente del ragazzo deve poter sperimentare.

Il problema è che Emilio non può confrontarsi con nessuno perciò deve darsi degli obiettivi da portare a termine con lo scopo di migliorare se stesso.
Deve emulare se stesso perché, a differenza dell’emulazione degli altri, questo non forma l’invidia e la superbia, l’unico libro che viene consigliato di leggere è il Robinson Crusoe che narra la storia di un uomo che s’è districato da solo in situazioni difficili.